Marco Panattoni

“Segreti di Stato” di Massimiliano Passamonti

segreti.jpg        “Segreti di Stato” è un libro a due facce.

Ci sono delle parti riguardanti le unità speciali dell’esercito italiano che nulla hanno a che invidiare al migliore Tom Clancy (detto da uno che li ha letti tutti) e che fanno ripensare con un sorriso di nostalgia a Domingo Chavez ed al team di Rainobw Six.

Ci sono parti che si occupano di relazioni amorose, sogni dei personaggi e motivazioni che sono, senza offesa, noiose.

Il libro in sè e per sè complessivamente è bello, l’ho letto in due giorni perchè è coinvolgente, ma il ritmo è da montagne russe.

Si va a 300 all’ora e di colpo si inchioda, poi si riparte e poi si inchioda.

Per il seguito od i prossimi consiglio all’autore di eliminare le parti amorose, che sono noiose, e concentrarsi su azione, complotti, servizi segreti, cospirazioni, perchè in questo il romanzo attuale è una cannonata.

E con un pò di mano potremmo avere il nuovo Tom Clancy italiano (e lo auguro all’autore visto che Tom Clancy è lo scrittore americano più letto al mondo).

Per voi che lo comprerete, se vi piacciono i romanzi action non scontati, se per voi “Rainbow Six Vegas” e “Splinter Cell Double Agent” significano passione e non nomi vuoti, comperatelo, vi piacerà moltissimo nonostante il ritmo altalenante.

Marco Panattoni
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SEZIONE PIGRECO QUADRO

12ede8eae2e405495878eaacc8ff74e0.jpeg Continuano le recensioni “ferroviarie”, ovvero quei libri che leggo in treno andando ad appuntamenti di lavoro.

Oggi ho letto, tra andata e ritorno, un romanzo davvero bello, si chiama “Sezione Pigreco Quadro”. Ho superato il mio naturale scetticismo verso gli autori italiani, ed ho preso questo Urania in edicola.

E’ un giallo cyberpunk, ambientato a Napoli nel 2059, in una Italia sostanzialmente uguale ad oggi ma con ultra tecnologia, dove tra una “tazzurilla” di caffè esistono speciali poliziotti, appunto quelli della sezione Pigreco Quadro, che hanno innesti nanotecnologici che sono in grado di scaricare in download gli ultimi istanti di vita di una vittima, rendendo quasi impossibile il crimine perfetto.

In una Napoli degradata e depredata dai suoi governanti non più di oggi, il protagonista Ispettore Vincenzo Briganti, deve indagare sull’omicidio del suo capo, il Commissario che ha portato in Europa la prima sezione di Psicopolizia (questo è il termine che nel romanzo le altre polizie mondiali assegnano a questo tipo di scientifica).

Il romanzo è cyberpunk, con una venatura noir ed una autoironia e capacità di sopportazione invece tutte italiane, è crudo, non è per tutti i palati ma è molto molto bello.

L’autore, Giovanni De Matteo, ha un suo blog http://junction.splinder.com che sarà una chicca per gli appassionati di atmosfere cyberpunk, noir e di tecnologia prossima ventura.

Marco Panattoni

LE CRONACHE DI DRAGONLANCE

rpw0786915749.jpgQuesto è il libro di cui scrivo davvero dal cuore.

Le cronache di dragonlance, di Margaret Weis & Tracy Hickman, ovvero la raccolta comprendente:

 i draghi del crepuscolo d’autunno
i draghi della notte d’inverno
i draghi dell’alba di primavera

è la seconda saga fantasy più letta al mondo, dopo “il signore degli anelli”.

Nonostante qualcuno malignamente dica sia una leggenda, e qui l’autrice lo ha ribadito in una intervista, i tre libri sono basati su una serie di partite di Advanced Dungeon’s & Dragons.

 

Questo rende i libri unici, perchè per quanto sia bravo un autore, in ogni personaggio ha comunque una influenza la personalità del lettore. Qui invece ogni personaggio ha davvero una personalità distinta, perchè era un giocatore diverso e quindi ben distinto dall’autore.

I libri sono una saga fantasy straordinaria, nei quali i “buoni” che poi del tutto buoni non sono (Raistlin) devono impedire che la Regina dei Draghi, Takhisis, conquisti il mondo.

I libri sono eroici, commoventi, buffi, struggenti e splendidi.

Weis ed Hickman ci prendono per mano e ci fanno ammirare l’eroismo di Sturm Brightblade sulla Torre del Sommo Chierico, la follia e la simpatia travolgente di Tasselhoff Burrfoot (che in un altro ciclo salva l’universo dimostrando che anche gli ultimi possono fare la differenza), il modo burbero ma sincero di voler bene agli amici di Flint Fireforge, l’amore fraterno sempre e comunque di Caramon Majere, la determinazione e la voglia di emergere da una vita di umiliazioni e sofferenza di Raistlin Majere.

Dragonlance è una splendida favola, molto americana, nella quale vedi che anche gli ultimi possono fare la differenza e che quindi tutti devono avere la loro opportunità, che per gli amici ci si può sacrificare, che esistono eroi che combattono per l’onore e proteggere i più deboli e che, in qualsiasi avversità non può piovere per sempre e che alla fine, se non molli, vinci.

Non è paragonabile a nessun ciclo fantasy abbia letto, e li ho letti quasi tutti, e presto sarà una splendida trilogia a cartoni animati al cinema.

Non dico altro della trama, ma se vi piace la fantasy e se volete conoscere dei personaggi che per tutta la vita vi resteranno nel cuore, come Flint che aspetta vicino alla stella rossa un kender pazzo quando avrà finito di girare il mondo (capirete leggendo, è il pezzo più poetico e commovente di tutto il ciclo) dovete assolutamente leggere la trilogia.

Marco Panattoni

LIVELLO 7

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Oggi in treno, tra andata e ritorno, ho letto un racconto stupendo, LIVELLO 7.E’ un romanzo del 1959, nel quale in vista della guerra atomica viene creata una rete di bunker, a 7 livelli appunto.

Il livello 7 è a 1.300 metri sotto terra, ed ha l’importantissimo compito di lanciare il contrattacco nucleare.

Con un inganno, vengono portati al livello 7 tutti i tecnici e militari e ci vengono sigillati dentro, in una tomba perenne a 1.300 metri sotto terra.
La loro vita è scandita da ritmi di 6 ore di lavoro, e sia che scoppi o meno la guerra, sono sigillati per 500 anni (la durata del reattore) in questa tomba, ed il protagonista in un pensiero (il libro è a forma di diario) dice che per lui “noi siamo i morti, ed i morti in superficie sono i vivi”.

E’ un racconto straordinario, ho scoperto che è uno dei più famosi racconti contro la guerra atomica e contro l’assurda logica della risposta annichilente, ed è così bello che pur essendo estremamente triste lo si legge tutto di un fiato.

L’autore Mordecai Roshwald insegna all’Università del Minnesota, è un ebreo polacco nato nel 1921 e fuggito dal nazismo negli USA.

Non vi racconto altro per non rovinarvi il libro, investite 4,90 euro e comperate URANIA COLLEZIONE in edicola, questo è un romanzo (cito l’autore) che chiunque viva nell’era atomica dovrebbe leggere, ed ha ragione.

Marco Panattoni

MEIN KAMPF

Il Mein Kampf è un libro difficilissimo da trovare, in quanto tutto ciò che è di Sinistra è reperibile, un libro scritto dal mostro creatore del Nazismo è nascosto, perchè ancora oggi nel 2007 cercano di farci avere paura delle idee.

Le idee non fanno paura, le si possono condividere o meno ma vanno ascoltate per confutarle.

 

images.jpgIl Mein Kampf di cosa parla?
Essenzialmente di Storia, di Rivalsa, di Odio Razziale, di Marketing, di Comunicazione e di Politica.

Hitler, in una prosa che passa dal pedante alla chiarezza cristallina, parla della fine della prima guerra mondiale, della sconfitta della Germania e del trattato di Versailes.
La lettura è difficoltosa perchè noiosa, lenta e Hitler continua ad insistere su come sia stato vessato il popolo tedesco e su come debba vendicarsi dei torti subiti.

Sorprende per il marketing. Nei primi anni del ‘900, quindi quasi 100 anni fa, Hitler scrive che è inutile scrivere sui quotidiani di partito perchè i membri del partito sono già convinti e quindi insiste perchè si usino i volantini, la radio ed il cinema per ampliare la base di elettori, con immagini e concetti semplici ed efficaci.

Sul Razzismo, Hitler è sorprendentemente ignorante. Lui è innanzitutto anticomunista, e definisce i bolscevichi il male assoluto. Allora compie una associazione mentale sorprendente, che è questa: Marx ha inventato il Comunismo, Marx era ebreo, quindi io odio gli Ebrei perchè sono responsabili del Comunismo e con il Comunismo cercano di conquistare il mondo.

La cazzata della lobby mondiale ebraica che vuole dominare il mondo, a cui qualche idiota ancora crede, nasce da questo assurdo collegamento logico di Hitler nel Mein Kampf.

Poi Hitler disprezza Negri, Zingari e sostanzialmente chiunque non tanto per la razza ma perchè vengono a togliere lavoro ai tedeschi, vengono a cambiare le tradizioni e quindi se ne stiano a casa loro.

La Soluzione Finale, di cui non c’è traccia nel libro, è la conseguenza pratica di questa idea nella quale un’orda di esseri umani parassiti si avventa sul popolo tedesco.

Hitler poi parla di politica, e la sua visione è molto semplice. I politici sono tutti uguali e tutti rubano, quindi bisogna sterminarli ed avere una guida forte per fare ripulisti della corruzione.

Il libro è corto ma pesante da leggere. A volte Hitler è involontariamente comico ma non se ne rende conto, quello che emerge è una persona con tanta voglia di vendetta verso chi ritiene abbia oppresso la sua nazione (Francia ed Inghilterra) e verso chi ritiene rubi le risorse (politici e non tedeschi). Hitler aveva una straordinaria intelligenza, dal libro è evidente, ed è evidente che se gli statisti dell’epoca si fossero letti il avrebbero capito che, con tutto l’odio che provava la guerra era inevitabile.

Hitler è stato il secondo omicida di massa del ‘900 non perchè fosse pazzo, ma perchè era un fanatico, paragonabile ai fondamentalisti islamici che fanno gli attentati suicidi, non era possibile negoziare con lui, la guerra era inevitabile come i forni e tutte le atrocità, perchè la cosa che colpisce dal libro è che Hitler si sente nel giusto, e probabilmente è morto con la coscienza a posto perchè si riteneva nel giusto, e questo lo rese ancora più pericoloso perchè non lo si poteva fermare se non con una guerra.

Marco Panattoni