Considerarsi seconda.

Lenù ( Elena) e Lila ( Raffaella) sono amiche da sempre.

Vivono nello stesso rione popolare di Napoli, frequentano nella stessa classe i primi 5 anni delle elementari.

Sono entrambe di famiglia modesta : il padre di Lenù fa l’usciere, quello di Lila il calzolaio ( anzi : lo scarparo, come si dice a Napoli). Sono molto legate, ma anche molto competitive.

Sin da subito però Lenù – l’io narrante della tetralogia di Elena Ferrante L’amica geniale – avverte la superiorità intellettuale dell’amica. Pur essendo una bambina molto volitiva e studiosa, si sente costantemente surclassata dall’amica, veloce nell’apprendere,  dotata di una straodinaria capacità di calcolo mnemonico, notevolmente portata per la scrittura. Il caso vuole però che la meno dotata delle due, Lenù, prosegua, sia pure tra mille difficoltà, gli studi fino a laurearsi con il massimo dei voti alla Normale di Pisa, mentre l’altra si adatta ad un percorso più tradizionale che la porta, ancora adolescente, ad un matrimonio infelicissmo con un salumaio . Le due amiche si incontrano continuamente nel corso delle oltre 1200 pagine della tetralogia e ogni incontro è un’occasione per mettere a fuoco non solo quello che è accaduto nel loro privato nell’arco di quasi 60 anni, ma anche quello che è cambiato nel minicontesto ( il vecchio rione) e nel macrocontesto ( Napoli e l’Italia) in cui si svolgono le varie vicende. E’ un’opera avvincente, scritta con rara sensibiltà e grandissima efficacia di scrittura. Ed è un’opera che crea una addiction…. Non appena finisci il primo volume, non puoi fare a meno di correre ad acquistare il secondo e così via, fino a quando non arrivi alla fine. Al centro della narrazione ci sono tante cose, come ho detto, ma ne voglio evidenziare una in particolare:  il tema dello sviluppo delle potenzialità.

C’è una persona dotatissima – l’amica “geniale” – che spreca il proprio talento finendo per annullarsi in una vita grama, accidentata e spenta e c’è n’è un’altra, molto più limitata sul piano delle doti personali, che tuttavia, grazie alla volontà, all’orgoglio e al sacrificio riesce ad emergere e ad avere successo. E’ quello che vediamo tutti i giorni, a pensarci bene.

Chi di noi, confrontandosi con chi ha avuto di più dalla vita,  qualche volta non pensa che, con un pizzico di determinazione o anche semplicemente di fortuna in più, avrebbe avuto carte migliori da giocare e risultati più brillanti? Più raro è invece è che ci accada quello che accade all’io narrante de “L’amica geniale” : dall’alto dei successi ottenuti voltarsi  e riconoscere che chi è rimasto indietro avrebbe avuto non solo i mezzi, ma anche tutto il diritto di sopravanzarci. Pur avendo lottato per tutta la vita per essere prima, pur essendoci  riuscita in maniera inequivocabile agli occhi di tutti, Lenù non smette per un attimo di considerarsi seconda rispetto a Lila.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...