“Dite ai vostri figli che sono cattivi, molto più cattivi degli altri ragazzi….”

Capita spesso, quando si parla con gli amici, di confrontarsi su qualcosa che è comune a tutti noi, l’educazione dei figli.

Tutti abbiamo ricevuto un’educazione e molti di noi si sono trovati anche nella necessità di doverne impartire una ai propri figli.

Educare i figli e’ un mestiere difficile, come sappiamo. Si fanno errori su errori. Spesso involontari. Sottovalutiamo l’impatto di azioni o parole, che a noi sembravano neutre e prive d’effetto, ma che invece lasciano il segno.

E ancora più spesso si fanno errori volontari, cioè determinati da errate ( ma rocciose) convinzioni educative.

Detto questo, non è che voglia propinare a chichessia le mie teorie educative.

Voglio solo citarvi il passo di un romanzo che sto leggendo.Il romanzo si intitola “Così muore la carne” (The Way of All Flesh) dell’inglese Samuel Butler ( 1835 – 1902).

Il libro e’ stato scritto tra il 1873 e il 1885, ma Butler non volle pubblicarlo mentre era in vita ( uscì infatti nel 1903, ad un anno dalla sua morte).

E’ un libro che mette alla berlina in maniera brillante e feroce il modo di vivere e le convenzioni dell’epoca vittoriana.

Uscito a tre anni dalla morte di Oscar Wilde – omosessuale come Butler e altro e più celebre sbeffeggiatore del vittorianesimo – il libro fu immediatamente percepito come eversivo e dirompente.

Ma ecco il brano ( che evidenzia il feroce sarcasmo dell’autore nei confronti dell’educazione tipicamente vittoriana ricevuta):

“Ai genitori che vogliono condurre vita tranquilla io dò questi consigli: dite ai vostri figli che sono cattivi, molto più cattivi degli altri ragazzi. Poi, scegliete qualche ragazzo di vostra conoscenza da proporre a modello di perfezione, e fate in modo che i vostri figli siano assolutamente convinti della loro inferiorità. 

Voi siete tanto meglio armati di loro, che è impossibile possano resistervi. Questo si chiama influenza morale e voi potrete tormentarli quanto vi piaccia. 

I figli credono che voi sappiate tutto e non vi hanno ancora colti a mentire tante volte da sospettare che voi non siate la persona virtuosa e scrupolosamente sincera che vi vantate di essere. Nè possono ancora sapere quanto siete vili, nè quanto presto vi arrendereste, se solo sapessero combattervi con persistenza e abilità.

Siete voi che avete i dadi in mano e che li lanciate, non esitate a truccarli. Insistete con loro sugli incalcolabili benefici che avete loro conferito, anzitutto per averli messi al mondo quali figli vostri, piuttosto che di altri. 

Siete voi che avete le carte buone; e potete sempre barare; se le giocate anche solo con un minimo di avvedutezza vi troverete a capo di una famiglia felice, unita, timorosa di Dio.”

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