Finiamola con questo pane fatto di terra!

L’ARTE COME TERAPIA.

Un progetto editoriale curato da Federico Berti in collaborazione con la Fondazione Santissima Annunziata, nel comune di Firenzuola (Fi). Consiste nella programmazione di attività culturali negli istituti di cura, si pone come obiettivo di stimolare la creatività e il senso critico nel paziente affinché possa rompere l’isolamento e affrontare con maggior serenità e consapevolezza il disagio fisico o mentale, migliorando così il suo stato di salute. Il prodotto finale sono delle pubblicazioni realizzate dagli stessi ospiti e divulgate fuori dalla struttura.

AA.VV.La lira non c’è più, è scoppiata, a Montecitorio hanno detto che abbiamo bisogno di aiuto dagli altri paesi, chissà forse sono più in gamba. Ma è tanto che lo dicono.

La Germania non ne dà, è grossa e grande si sente la padrona e li tiene tutti per sé. Non è un po’ vero? Io me lo chiederei. Quindi si risolve coi nostri soldi.

A pagare in realtà sono i poveri, perché per i ricchi tutto è facile, tanto hanno i dollari e non se li lasciano scappare, io di pensione tiro meno di cinquecento euro e la Asl fa quello che può. Alla radio poco fa hanno detto che l’euro è in calo, ecco perché succede la crisi in tutto il mondo, e ne succederà ancora che fanno la ribellione, vanno in città coi cartelloni e dicono: “Finiamola con questo pane fatto di terra! Aiutateci, qualcuno che ne ha”. Io dico finché ce n’è sto qui, poi quando non ce n’è più si va tutti per la strada…

Altro che a dormire, per la strada ci vado a urlare. Pensa tutti questi deputati si sono affacciati alla finestra e vedevano i cartelli, “Abbiamo fame!” Vogliamo i soldi. Si perché c’è da pagare anche i camini, l’erba, la verdura, la legna, sai quanti soldi vanno via? A Montecitorio sono tutti ricchi, hanno un portafogli grande così mentre quelli vanno a fare i festini colle donne: noi siamo pacifisti, chiediamo un po’ di giustizia. Magari li mandiamo tutti a casa, poi due schiaffoni e a letto senza cena.  Sai che mi piacerebbe, dargli la pensione che prendiamo noi, come diceva quello: “I bovi fanno le vacche, gli alzano la coda e leccano le chiappe!”.

Per esempio questo che ci hanno messo adesso non è mica politico, è solo economico, poi avrà anche lui le sue pecche ma fra un po’ vogliono che paghiamo anche il nostro respiro, siamo mica imbecilli noi queste cose le capiamo, ci siamo passati!

Bisogna stare attenti perché è molto grave, si rischia il crollo mondiale e alla fine ci ritroviamo in rivoluzione, la mia nonna diceva che è tanto brutta perché ai suoi tempi l’ha vissuta , si ricorda la gente che bolliva l’olio e lo buttava di sotto dalle finestre; sarà stato del millesettecento, anzi no se la mamma era dell’880 allora sarà di poco prima, il Risorgimento, via.

Lei diceva sempre: “Che brutta è la rivoluzione mamma mia, muoiono tutti!”. Speriamo di no.

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 ( articolo originale qui )

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