Amore a prima vista… come in una vera storia d’Appendice

  • La vendetta della Sepolta viva di Rosaspina di Belvedere

    Giusy Pieragostini

    Intervista all’Editora Sandra Giuliani

    “Amore a prima vista… come in una vera storia d’Appendice.

    Ho incontrato questo libro grazie all’Agenzia letteraria Il Menabò con la quale collaboro svolgendo il ruolo di lettrice: uno scambio di competenze che mi consente di annusare la qualità dei testi che circolano, già filtrati da un occhio esperto.

    I lettori consulenti sono tenuti a scrivere una scheda di valutazione che individui i pregi e i difetti del testo suggerendo all’agente, dove è possibile, anche la casa editrice papabile ad accoglierli o fornendo i criteri per una risposta più evasiva se non del tutto drammatica: va riscritto, è impresentabile.

    La Sepolta viva di Rosaspina di Belvedere” è uno di quei testi che ti auguri come lettore (senza aggettivi) di incontrare e che come editore vorresti essere proprio tu a pubblicare ereditando, per proprietà transitiva, le qualità che possiede.
    L’ho letto e l’ho amato. Soprattutto ho riso. Non perché fosse comico: graffia con la sua ironia. E devi trattenerti nel pensare che tutto sommato quella donna sgangherata, brutta e sognante, se ti mettessi allo specchio, potrebbe causarti un balzo di riconoscimento e che quell’anima inquieta che vive dentro di lei alla fine non è molto diversa dall’inquietudine di gloria che all’identico modo seppellisci in finta umiltà quando i sensi di colpa atavici non ti mordono il collo per conto loro aiutandoti a soffocarla e a seppellirti nello stesso tempo.

    Perché la creatività è un problema. Le donne devono servire a qualcosa (e qualcuno usa il verbo per diventare un “uomo di riordino” con molta facilità anche senza apparire con la veste azzurra del principe). Devono servire cioè essere utili e se è utile rassettare la casa, pulire l’insalata… leggere e scrivere sono atti illeciti.

    Leggere ammala perché ti estranea dalla realtà (e come Don Chisciotte la madre della Rosaspina si consuma letteralmente di letture e si dissolve).
    Scrivere è un compito che non trova mai spazio né tempo ma soprattutto autorizzazione interna anche se è proprio da quell’interno che la Sepolta viva reclama il suo diritto a un’esistenza.

    E fin qui tutta la gamma dell’anti-eroismo e dello squallore mediocre della commedia umana, femminile e maschile, è ben citato ma poi arriva il colpo di genio: l’invenzione di un Angelo che custode non è ma Sterminatore… perché questo nell’alto dei cieli è stato stabilito per vegliare sulle femmine.
    Rido. Con un’amarezza tale che se non mi aggrappo all’ampollosità della lingua che descrive il tutto mi lascerei cadere sfranta proprio come la casalinga che vorrebbe scrivere il Grande Romanzo votando la pattumiera e insieme tutti i sogni di essere qualcuno (o qualcosa).

    Le parole per dirlo: una questione che disegna la rotta infinita di ciò che lettura dopo lettura, epoca dopo epoca, diventa Letteratura: lo stile. Quella mano felice che colloca le parole al posto giusto, che le ripesca dal vocabolario dei libri già scritti – letti e interiorizzati – e prendedole in prestito restituisce loro una nuova vita. Parole, sintassi, strutture del discorso che improvvisamente sorreggono il mondo e lo stupore del mio io gramnmaticale si fa enorme, enorme e grato.

    Questo succede a una lettrice (senza aggettivi): stupirsi.
    Questo pensa la lettrice consulente di un’agenzia letteraria: voglio per me questo libro, perché sono un’editora.
    Poi incontro l’Autrice: Giuseppina Pieragostini. E ovviamente la incontro nel posto giusto: alla Fiera del Libro di Roma.
    Lei sa che sono io la “recensora”: ha letto la mia scheda e ha voluto incontrarmi.

    Io ho rivelato a il Menabò che l’avrei voluta come scrittrice ma non avevo il coraggio di dirlo: cosa potevo offrire a un talento così?
    Poi lei è arrivata, con un dono: cioccolatini.

    Io adoro il cioccolato.
    “Chocolat” è il mio film preferito, che mi concedo quando cerco magia.
    E così abbiamo iniziato un’altra storia: quella che ha che fare con la vita di un libro.”

    www.ilcasoeilvento.it

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