Roberta Alunni ci racconta Alda Merini


Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita”. E’ una sacrosanta verità. Eppure c’è un segreto per saperli leggere, incontrare, raccontare, scrivere. Roberta, classe ’77 di Mercatale, conosce il segreto.

L’”io” in scena è quello di Alda Merini, la più grande poetessa vivente. E’ nata a Milano il primo giorno di primavera del 1931, e questo risveglio delle stagioni se lo porta addosso, come un destino.

E’ la prima monografia su questa donna così forte e così unica nel panorama letterario italiano, perché autentica, allo stesso tempo classica e modernissima, con un gli occhi pieni di una vita densa e una leggerezza personalissima.

Roberta Alunni ci racconta Alda Merini con attenzione, con una cura al dettaglio della parola e del verso, che diventa stile.

Si muove con la ricercatezza di critico letterario cercando però di riempire di umanità, di passione, di poesia quelli che i considerano canoni accademici per produrre un ritratto letterario. Roberta sa che sta parlando di un genio, di quelli irripetibili, di quelli fuori dal tempo eppure sempre attuali, vicini alle miserie comuni, anzi che le sublimano in un una strofa, in un verso delicato e carnoso al tempo stesso.

Questo lavora inizia dalla una tesi universitaria, quando, ventiquattrenne assetata di parole e prospettive diverse, incontra Alda Merini a Milano, in un bar davanti ai navigli, a giugno. Era il 2001, sono passati già otto anni e quella ragazza è diventata donna ma quella sete non l‘ha mai abbandonata.

[…] perciò tu che mi leggi/ fermo a un tavolino di caffé,/ tu che passi le giornate sui libri/ a cincischiare la noia/ e ti senti maestro di critica,/ tendi il tuo arco/ al cuore di una donna perduta./ Lì mi raggiungerai in pieno”

Quella prima intervista è cresciuta con lei. Roberta ha lavorato a Milano, alla Rizzoli, e continua a collaborarvi, ha incontrato ancora la poetessa, ha affinato la sua capacità di critica… Da qualche anno collabora con la professoressa Enza Biagini della facoltà di lettere dell’Università degli Studi di Firenze, questa collaborazione l’ha spinta a riprendere in mano questo progetto che è diventato libro, inaugurando la collana “Il genio femminile. Ritratti e istantanee”, diretta dalla stessa Enza Biagini e da Ernestina Pellegrini e sostenuta da Alessia Ballini, Assessore alle Pari Opportunità della Provincia di Firenze.

E’ la storia di una vita, di un genio più forte degli eventi di una vita difficile. Ma è anche la storia, meno dichiarata, di due donne “A trent’anni i muore d’amore. A sessanta di lunghe attese”. Il libro si chiude con un’intervista, in cui l’autrice con discrezione lascia la scena alla poetessa, sapendo che le parole dei poeti forse non ci salveranno ma ce lo fanno credere come incantatori di serpente.

La pubblicazione è impreziosita dalle fotografie di Giuliano Grittini, che è legato alla poetessa da profonda amicizia oltre che da un rapporto professionale, che ha portato a ritratti che rispecchiano l’esigenza poetica della Merini: l’essenza del vivere e a volte del resistere. Lo stesso in cui è riuscita Roberta.

Il segreto. “Io vivo nell’aperto dell’anima”.

Autore: Roberta Alunni

Titolo: aldamerini – L’”io” in scena

Casa editrice: Società Editrice Fiorentina

Città: Firenze

Anno di edizione: 2008 Pp. 188

Albano Ricci

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