Memorie di Adriano- brevi istruzioni per l’uso

yourcenar

“Quando prendo in esame la mia vita, mi spaventa di trovarla informe.

L’esistenza degli eroi, quella che ci raccontano, è semplice: va diritta al suo scopo come una freccia.

E gli uomini, per lo più, si compiacciono di riassumere la propria esistenza in una formula- talvolta un’ostentazione, talvolta una lamentela, quasi sempre una recriminazione; la memoria compiacente compone loro un’esistenza chiara, spiegabile.

La mia vita ha contorni meno netti, la definisce con maggiore esattezza proprio quello che non sono stato”

( “Le memorie di Adriano- Marguerite Yourcenar”)

Ci sono libri che è impossibile leggere con velocità, lasciandosi abbindolare dalla loro trama ed estraneandosi completamante da quello che ci circonda.

“L’isola del tesoro” si può leggere in questo modo: entri in un mondo lontanissimo dal tuo e vorresti rimanerci fino alla fine della storia, senza farti distrarre dalla banalità sconfortante delle vicende di tutti i giorni.

Ma per altri libri non è così.

E’ il caso de “ Le memorie di Adriano”.

E’ un libro talmente profondo e ricco di stimoli da richiedere alcune accortezze.

Non si può affrontare che a piccole dosi, perchè quasi ogni frase richiede un supplemento di riflessione personale prima di essere assimilata.

Va letto avendo a disposizione una matita, per sottolineare i passi più importanti, per avere poi il piacere di riaprirlo casualmente e rileggerli.

FILIPPO CUSUMANO

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3 comments

  1. Io l’ho letto almeno 5 volte senza matita. E l’ho pure ascoltato(esiste una versione in audiolibro molto buona, curata da radio 3-IL TERZO ANELLO)sempre senza matita. Non imbratto i miei libri io, sporcaccioni! Del resto quali sono le frasi degne di sottolineatura in un libro pieno di auree riflessioni, una più profonda dell’altra , una pagina dietro l’altra? Forse le uniche due parole che possono non essere sottolineate sono “Caro Marco”…:)
    Volete sapere quanto mi è piaciuto , quanto ami, quanto mi ha segnato e arricchito questo libro? Quattro anni fa ho avuto la buona sorte di fare un figlio (alla mia non certo più tenera età) Ebbene, volete sapere come l’ho battezzato? l’ho battezzato ADRIANO.

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