La letteratura in pericolo.

letteratura-in-pericolo1

Tzvetan Todorov , 68 anni, bulgaro di nascita, francese di nazionalità, filosofo del linguaggio – è stato l’allievo prediletto di Roland Barthes–  e teorico della libertà, torna a dire la sua con un libro “eversivo” e intrigante , “La Letteratura in pericolo”

Il libro, per dichiarazione espressa dell’autore, muove guerra ad una certa idea della letteratura, che ormai da tempo immemorabile domina  nelle scuole,  nei giornali e nei circoli letterari.

Si comincia dalla scuola dell’obbligo, osserva Todorov, dove  i ragazzi  non imparano quel che la letteratura produce e dice ma quel che  la critica dice sulle opere letterarie .

Come meravigliarsi poi se questo approccio finisce per allontanare i giovani dalla letteratura?  Inevitabilmente saranno portati a pensare  che sia un fatto distante ed estraneo dalla  loro esperienza comune, una nozione da apprendere e dimenticare alla svelta.

tzvetan-todorov

Mentre la letteratura potrebbe avere , secondo Todorov, una funzione vitale e salvifica. Potrebbe fornire modelli di vita, dare il senso della bellezza, inculcare valori, in una parola: essere maestra di vita.

“La letteratura è pensiero e conoscenza del mondo psichico e sociale in cui viviamo.

La realtà che la letteratura vuole conoscere è semplicemente (ma al tempo stesso, non vi è nulla di più complesso) l’esperienza umana.”

Grosse colpe hanno anche quelli che scrivono di letteratura sui giornali ,  portati, secondo Todorov, a valorizzare e a segnalare all’attenzione dei lettori soprattutto le opere letterarie afflitte da una visione nichilistica e individualistica della realtà.

Spesso lo scrittore che i critici letterari tendono a valorizzare è un individuo disponibile a sintonizzarsi unicamente con se stesso e con la sua coscienza. Attingendo a piene mani dalle proprie esperienze autobiografiche,  questi letterati che vanno per la maggiore  considerano  le proprie  rappresentazioni  “ombelicali” della realtà come metafore di una condizione umana desolante, di un mondo in corsa verso il disfacimento dei valori piuttosto che teso a recuperarli.

Incoraggiando opere di questo tipo la critica letteraria  di fatto promuove l’isolamento della letteratura dal mondo, la incentivano ad essere uno spazio autoreferenziale, ma claustrofobico, sempre meno in grado di comunicare con l’esterno,  impotente a descrivere la realtà che avrebbe l’ambizione di rappresentare.

Occorre pertanto, secondo Todorov, spezzare questo cerchio chiuso e ristabilire una circolarità virtuosa tra letteratura/critica/didattica letteraria da un lato e la realtà umana nella sua complessità e varietà dall’altro:

Gli insegnanti di letteratura  nelle scuole  e i critici , conclude Todorov, non  cerchino quindi di formare dei critici, ma dei lettori attenti,  ricettivi e sensibili, capaci di assimilare attraverso la lettura consapevolezze sulla realtà che li circonda e imprinting valoriali.

«Essendo oggetto della letteratura la stessa condizione umana, chi la legge e la comprende non diventerà un esperto di analisi letteraria, ma un conoscitore dell’essere umano»

Risultato,  non troppo sorprendente a questo punto, della posizione di Todorov è la rivalutazione dei libri cosiddetti popolari, tipo I tre Moschettieri o i romanzi della saga di Harry Potter

Libri che permettono di costruirsi una prima immagine coerente del mondo che, possiamo esserne certi, le letture successive renderanno poco per volta più elaborata.

Filippo Cusumano

Annunci

3 comments

  1. E cosa dire della visione campanilista che si ha nel mondo della scuola italiana? Uno dei suoi vanti è la formazione umanistica che offre, eppure non si studiano minimamente i grandi scrittori che hanno fatto la storia, solo perché non rientrano nel programma di “italiano”. Beh, introduciamo allora “Storia della letteratura”. Non voglio entrare nel merito se sia giusto o meno dedicare un anno intero delle superiori a UNO scrittore ed a UN suo libro (ovviamente parlo di Manzoni), ma pensate a quante altre cose si potrebbero studiare in questo tempo. Anche perché alla fine la quasi totalità degli studenti se non resta indifferente ai Promessi Sposi, finisce per odiarlo. E ne ha ben donde: la triste verità è che in Italia, soprattutto i giovani, leggono pochissimo! Ora immaginate se il primo approccio con la letteratura passa da questo romanzo: un libro completamente scollegato dalla realtà è il migliore stimolo che possiamo offrire loro alla lettura? E poi escono senza aver mai sentito parlare (butto i primi nomi che mi vengono in mente) di Goethe, Schelling, Hugo, Dumas, Byron, Mann, per non parlare dei russi, Tolstoj, Dostoevskij… Per citare solo alcuni grandi classici. Certamente che non tutto possa passare dalla scuola, e molto deve essere lasciato alla curiosità di ciascuno di noi, ma se non si offrono nemmeno gli strumenti minimi per affrontare autonomamente questi ambiti, che cosa può fare un ragazzo? Come potrebbe desiderare di leggere un Ivo Andric (perché, gli slavi scrivono?), una poesia di Pessoa (Portogallo, che è?) o di Kavafis (ah, ma in Grecia hanno scritto dopo Omero?) se non li ha mai nemmeno sentiti nominare?

  2. Todorov ha sempre combattuto per la preminenza della parola scritta, e per l’utilità della letteratura. Ma non solo per questo..Crede nella funzione educativa della narrativa, ma ha scritto anche saggi antropologici e sociologici, molti critici nei confronti degli USA. Contro l’imperialismo e lacolonizzazione. Quasi tutti editi da Einaudi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...