Il ritratto di Dorian Gray ( galeotto fu il libro…)

Quando Oscar Wilde incontra il grande amore della sua vita, Lord Alfred Douglas, è lo scrittore più ammirato di Londra.

ll suo romanzo “Il ritratto di Dorian Gray” è  appena uscito ed è diventato un caso letterario.

E’ la storia di un giovane di bellissimo aspetto ( Dorian Gray) che, sedotto intellettualmente dal brillante e spregiudicato Lord Henry Wotton, perde a poco a poco la sua innocenza, consegnandosi ad una vita corrotta e avida di piaceri.

Specchio fedele di questa sua trasformazione è un suo ritratto giovanile, eseguito da un pittore che prova per lui una forte inclinazione ( Basil Hallward). Il dipinto, per effetto di un inspiegabile fenomeno, acquista via via rughe ed espressioni maligne, fino a diventare la rappresentazione di un uomo vecchio e ributtante, mentre il protagonista, nonostante il passare degli anni, conserva intatte bellezza, gioventù ed aspetto puro ed innocente.

Turbato dalla visione del proprio ritratto, Dorian prima lo nasconde, poi uccide Basil, che ne ha scoperto la sconcertante trasformazione, quindi, nella scena finale del libro, tenta di distruggerlo.

Non appena affonda il coltello sulla tela, il quadro torna ad essere la fedele rappresentazione del giovane di un tempo, mentre il protagonista si accascia al suolo, colpito dalla sua stessa lama. A terra rimane un uomo, le cui sembianze sono quelle di un vecchio, le stesse che il dipinto aveva minuziosamente registrato negli anni.

Il libro, oltre che un trattato sull’estetismo, è anche uno dei primi tentativi di descrivere il tema della omosessualità nella letteratura inglese.

Lord Henry, l’amico di Dorian,  è sposato, ma si rallegra del fatto che la moglie lo abbia abbandonato. Affitta per sé e per l’amico una villa ad Algeri ( allora meta di vacanza prediletta dagli omosessuali inglesi), cerca di educare Dorian con discorsi volutamente seduttivi ed ambigui. Basil è palesemente innamorato a sua volta di Dorian ( “era un amore simile a quello provato da Michelangelo e da Montagne, da Winckelmann e da Shakespeare stesso”).

Con ogni evidenza attratto da persone del suo stesso sesso si rivela infine anche Dorian, che, pur coltivando nella prima parte del romanzo una relazione con l’attrice Sybil Vane, si identifica in Eliogabalo che “aveva il viso imbellettato e con le donne aveva filato la lana e trasportato la luna da Cartagine per unirla in matrimonio con il sole”..

Wilde considera i tre personaggi come tre sfaccettature della propria immagine.

In una lettera ad un amico scrive:.

Basil è ciò che io credo di essere; Lord Henry è ciò che il mondo pensa di me; Dorian ciò che mi piacerebbe essere- in altri tempi forse”.

Attaccato da più parti non solo per i contenuti immorali, ma anche per i dialoghi prolissi, le situazioni artificiose, il romanzo ha, tuttavia, un’accoglienza strepitosa.

Nessuna opera d’arte negli ultimi decenni ha creato intorno a sé tanta attenzione e tanto scalpore.

Per Wilde l’uscita del libro, sia pure con le polemiche che la circondano, che egli stesso rintuzza su tutti i giornali, di fatto amplificandone il clamore, è il coronamento di un percorso di ascesa sociale, che in pochi anni ha fatto di lui uno dei più ammirati protagonisti dell’alta società londinese.

Le sue battute corrono di bocca in bocca, la sua ricercatezza nel vestire è oggetto di imitazione, i suoi articoli destano sempre l’attenzione di tutti per brillantezza di scrittura, corrosività di giudizi, capacità di ricorso ad argomentazioni paradossali.

Wilde si sente, ed è, al centro dell’attenzione. Come poi disse Andrè Gide,” il successo pare corrergli davanti e a lui basta coglierlo”

Sposato da quattro anni con Constance Lloyd, dalla quale ha avuto due figli, Cyril e Vyvyan e con la quale vive in una elegante casa in Tite Street, ha iniziato da tempo ad avere storie di uomini.

Il primo a sedurlo è stato Robert Ross, quattro anni prima, nel maggio del 1886 .

Entrambi dichiareranno dopo che quella era stata la loro prima esperienza omosessuale.

Oscar ha trentadue anni , Robert appena diciassette., ma è quest’ultimo che assume l’iniziativa.

A distanza di anni, rievocando con Reginald Turner, amico di entrambi, questa sorta di iniziazione omosessuale, Wilde confiderà “E’ stato il piccolo Robbie a sedurmi”.

Destinato ad avere un ruolo importante nella vita di Wilde ( gli sarà fraterno amico ed assisterà i suoi figli dopo la sua morte, assicurandosi, come suo esecutore letterario, che ricevano i diritti delle sue opere), Robert Ross cede il passo come amante al poeta simbolista John Gray, che diventa addirittura uno dei modelli ai quali si ispira Wilde per la costruzione del personaggio di Dorian .

Lusingato dal fatto che il protagonista del romanzo si chiama come lui ( la scelta di quel cognome è stata quasi una strategia di corteggiamento) John prende a firmarsi Dorian quando scrive all’amante.

Ma, come sottolinea Richard Ellmann ( Oscar Wilde- 1984), le attenzioni di Wilde non sono rivolte solamente a lui.

Gli piace frequentare gli studenti, affascinarli con la sua cultura, abbagliarli con la brillantezza del suo eloquio, e, nel caso in cui le loro inclinazioni fossero corrispondenti alle sue, sedurli.

Tra i giovani che Wilde frequenta c’è un certo Lionel Johnson.

Fervente ammiratore de “Il ritratto di Dorian Gray”, ne saluta l’uscita con un’affettuosa ode in latino, i cui ultimi versi suonano così:

Hic sunt poma Sodomorum;

Hic sunt corda vitiorum;

Et peccata dulcia.

In excelsis et infernis

Tibi sit, qui tanta cernis,

Gloriarum gloria

( Qui sono i frutti di Sodoma; / qui è il cuore dei vizi;/ e i dolci peccati. / Nel più alto dei cieli e negli inferi/ sia somma gloria/ a te che tante cose intendi).

Ed è proprio Lionel Johnson che presta la sua copia del “Dorian Gray” al giovane cugino, che, dopo averla letta per “quattordici volte di fila” ( come più tardi dirà) chiede di essere presentato all’autore.

Ed è così che verso la fine di giugno del 1891 Lionel Johnson accompagna Lord Alfred Douglas in Tite Street e gli presenta Oscar Wilde.

Figlio minore del Marchese di Queensberry, Lord Douglas ( detto Bosie) aveva una carnagione molto pallida, capelli biondi, occhi chiari ed una corporatura minuta. Nelle foto che lo ritraggono con Wilde appare visibilmente più piccolo di lui ( che era tuttavia di statura molto superiore alla norma).

Oscar e Bosie raccontano in maniera diversa i mesi successivi al loro primo incontro.

Secondo Douglas, Wilde passò il tempo ad assediarlo riuscendo nella conquista dopo circa sei mesi.

Ma è un po’ nella natura di Wilde essere incoraggiante e benevolmente adulatorio nei confronti dei giovani che lo circondano con ammirazione. Successivamente infatti negherà con veemenza di essere stato lui ad assumere l’iniziativa. Dirà anzi che si conoscevano appena quando, nella primavera del 1892, il giovane aristocratico si è precipitato da lui per chiedergli aiuto in una faccenda molto delicata.

Una sua lettera compromettente viene usata per ricattarlo. Wilde si dà da fare, ricorrendo al suo amico e legale George Lewis che risolve la questione comprando dal ricattatore il documento incriminante..

A poche settimane di distanza, nel giugno di quello stesso anno, Oscar scrive sul frontespizio di una copia di Poems:

Da Oscar

Al ragazzo

dalla corazza dorata

a Oxford

nel cuore

di giugno

OSCAR WILDE

Di lì a poco, in una lettera all’amico Robert Ross, scrive parole inequivocabili

Mio caro Bobbie, Bosie ha insistito per fermarsi qui a mangiare dei sandwich. E’ in tutto e per tutto simile ad un narciso- così bianco e oro. Verrò da te mercoledì o giovedì sera. Mandami un rigo. Bosie è talmente stanco: giace sul divano come un giacinto ed io lo venero

Caro Ragazzo. Sempre il tuo OSCAR”

Sono le battute iniziali di una storia d’amore leggendaria, che porterà Wilde in carcere e all’autodistruzione.

Per approfondimenti sulla vicenda leggete in questo blog  il post L’amore tra maschi ai tempi di Oscar Wilde

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