Album Hemingway

Per capire a fondo uno scrittore è necessario conoscere la sua vita privata.

Gli incontri fatti, le esperienze vissute, perfino i piccoli aneddoti e le abitudini personali servono a completare il quadro, soprattutto quando si è in presenza di una personalità complessa.

E’ il motivo questo, che rende interessanti ed utili le biografie dei grandi scrittori.

Se poi la biografia è ricchissima, oltre che di annotazioni sulla vita dello scrittore, anche di fotografie che illustrano i diversi episodi della sua vita, la lettura diventa, oltre che utile e interessante, anche molto divertente.

Utile, interessante, divertente: tutti e tre gli aggettivi si adattano pienamente ad “Album Hemingway” ( Oscar Mondadori 2007).

Azzeccato il titolo.

“Album Hemingway” non è una biografia con fotografie, è esattamente il contrario: è un album fotografico con delle annotazioni biografiche.

La parte scritta del volume è opera di uno studioso di alto livello come Masolino d’Amico. Le foto sono numerosissime: vediamo la casa natale di Hemingway di Oak Park, vicino a Chicago, i genitori dello scrittore ( lui alto e bello con una grande barba nera, molto simile al figlio, lei massiccia e con un’espressione autoritaria) il piccolo Ernest con la sorellina ( entrambi vestiti come bambine per un capriccio materno) .

Vediamo Ernest tra i compagni della squadra di baseball della scuola superiore, tra i portantini della Croce Rossa sul fronte italiano durante la prima guerra mondiale, vediamo la sua casa di Parigi negli anni 20, quella di Kay West in Florida negli anni 30, per arrivare alla mitica Finca Vigia all’Avana, nella quale trascorse la maggior parte degli ultimi anni della sua vita.

Confrontiamo tra loro le fisionomie delle sue quattro mogli. Le prime due si assomigliano tra loro ( brune, viso dolce, espressione protettiva, da ragazza della porta accanto) così come sembra che si assomiglino tra loro le ultime due ( entrambe giornaliste e scrittrici, bionde, sofisticate, algide) come se lo scrittore nel corso della sua vita avesse coltivato due ideali diversi di bellezza femminile.

Insomma il libro è un appassionante tuffo nella vita di un uomo che sin dagli anni della gioventù fu sempre al centro dell’attenzione, braccato ovunque da fotografi e giornalisti decisi a esaltarne o a smitizzarne la leggenda.

Il libro è ricchissimo anche di particolari.

Alcuni ci confermano quello che sapevamo già, come quelli che riguardano la dipsomania dello scrittore la sua passione per la boxe .

“Di regola Hemingway cominciava a bere non appena sveglio- e spesso si alzava alle quattro e mezzo del mattino- continuando fino alla cena. Beveva vino ai pasti e liquori durante il giorno, anche due o tre bottiglie di whisky o di brandy” .

“Era in grado di offrire cento dollari a chiunque degli indigeni di Bimini fosse in grado di resistergli per tre riprese con i guantoni da sei once”

Ma emergono anche particolari nuovi come “l’indifferenza di Hemingway nelle questioni riguardanti la sua pulizia personale” ( che la terza moglie Martha Gellhorne avrebbe stigmatizzato in un libro successivo al divorzio).

Divertente è, tra i tanti aneddoti, quello riguardante l’amicizia tra lo scrittore e Gary Cooper.

Hemingway sperava che l’attore potesse essere il protagonista ( come poi in effetti accadde) del film che stava per essere ricavato dal suo romanzo sulla guerra di Spagna “Per chi suona la campana”.

Lo invitò così a trascorrere alcuni giorni nella sua casa di Sun Valley. Apprendiamo dal libro che durante quel periodo la moglie di Hemingway tormentò il marito, famoso per la sua trasandatezza nel vestire, additantondogli come modello di eleganza e di stile il famoso attore.

Apprendiamo anche che i due uomini in quel periodo andarono a caccia quasi tutti i giorni e che l’attore sparava molto meglio di Hemigway con grande disappunto di quest’ultimo che attribuiva i suoi difetti all’età (aveva allora appena 41 anni!) e agli eccessi nel bere.

Insomma, se amate Hemingway e volete fare una full immersion nella sua vita pubblica e privata, questo libretto pieno di bellissime fotografie ( alcune son addirittura del mitico Robert Capa) è sicuramente il modo più divertente e meno impegnativo per farlo.

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