Day: febbraio 3, 2008

Proust: La Recherche sdogana lo snobismo

Prous

Cosa sarebbe La Recherche se Marcel Proust, invece di appartenere ad una famiglia altoborghese, fosse stato allevato da un impiegato del catasto o da un carrettiere?

La sua grandezza sta sicuramente in un talento che ha pochi uguali nella storia della letteratura, ma il suo fascino è solo per metà legato alla sua capacità di scrittura, l’altra metà arriva dall’ambiente che ha frequentato per tutta la vita.

La Recherche cos’è se non la sublimazione – oggi si direbbe lo sdoganamento- dello snobismo?

Leggendo quelle pagine, è impossibile non condividere l’emozione del Narratore al suo primo incontro con la Duchessa di Guermantes o con il Barone di Charlus.

Anche a noi, come a lui e grazie a lui, quei personaggi, appaiono quasi esseri mitologici, creature venute in terra a miracol mostrare.

L’appostarsi del Narratore nei pressi del Palazzo della Duchessa, per avere l’occasione di incontrarla, è come l’appostarsi dei fan vicino all’uscita di un teatro per sorprendere un personaggio dello spettacolo o quello dei curiosi che si recano di buon ora in tribunale per vedere i protagonisti di un fatto di cronaca.

Mai nessun fanatico di qualche grande attrice che […] vada a “far la posta” all’uscita degli artisti, mai folla esasperata o idolatra raccoltasi per ingiuriare o portare in trionfo il criminale o il grand’uomo […] furono mai così commossi come ero io, nell’attesa dell’uscita di quella gran dama, la quale, nella sua semplice toilette, e con la grazia del suo incedere (così differente dal passo che aveva quando entrava in un salotto o in un palco), sapeva fare della sua passeggiata mattutina tutto un poema d’eleganza e l’ornamento più squisito, il fiore più curioso della bella stagione.” (“I Guermantes”)

Anche noi, come il Narratore e grazie a lui, scopriamo poco alla volta le piccole meschinità o i grandi vizi nascosti dietro quelle apparenze scintillanti.

Con il cuore in gola e trattenendo il fiato capita anche a noi, come a lui, di spiare l’amplesso del barone di Charlus con Jupien, restando poi colpiti dalla insensibilità del barone che umilia la devozione del suo amante chiedendo proprio a lui informazioni sui più bei giovanotti del quartiere.

-Non sapete nulla del venditore di castagne qui all’angolo, non quello a sinistra, è un orrore, ma a destra, un ragazzone bruno bruno? E il farmacista qui di fronte ha un ciclista molto carino che porta a casa le medicine?-. Queste domande offesero senza dubbio Jupien, che drizzandosi col dispetto di una grande amorosa tradita rispose: – Vedo che avete un cuore di carciofo-.” ( “Sodoma e Gomorra”)

Cosa c’è di più emozionante che entrare nel mondo di questi semidei affascinanti e misteriosi e scoprire poco alla volta che sono persone normali?

Quale avventura letteraria può essere più intrigante di questa?

Proust era uno scrittore straordinario, nessuno ha avuto e forse avrà mai le sue doti di intelligenza e di sensibilità, la sua prosa ricca senza essere barocca, la sua capacità di analisi.

Ma il segno che ha lasciato è immenso anche grazie a questa specie di Novella 2000 (di livello stratosferico) che ci ha lasciato.

Anche Truman Capote ha provato a scrivere, qualche anno prima di morire, un grande romanzo di gossip. Voleva raccontarci vizi, difetti e personaggi della jet society che lo considerava un suo beniamino da parecchi anni.

capote

E’ un libro singolarissimo e molto bello , si intitola Preghiere esaudite”.

Peccato che Capote non riuscì a completarlo : non appena uscito il primo volume, tutti i personaggi del gran mondo si riconobbero nei personaggi del romanzo e lo misero al bando.

Lui, che era, come Proust, un autentico snob, ne fece una malattia: non si capacitava che i suoi amici non fossero fieri del fatto di essere stati (impietosamente) messi a nudo da un grandissimo artista.

Filippo Cusumano

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