Omaggio a Charles Bukowski

clip_image0023.jpg

Pochi scrittori nel secolo scorso hanno rappresentato meglio di Charles Bukowski il ruolo dello scrittore e poeta maledetto.

Viveva a Los Angeles e quello che gli piaceva di più, nella vita, era starsene a casa in mutande vicino alla finestra ad ascoltare musica classica e bere birra. Gli piaceva anche scrivere e lo faceva di buona lena, veloce e senza quasi mai avere la necessità di correggere.

Mentre batto a macchina la gente passa / per lo più donne

e io siedo in calzoncini / ( a volte a torso nudo)

e passando loro / non possono essere sicure che io non sia completamente

nudo, così / mi becco queste facce

che fingono di non vedere / nulla

ma non ci credo: / mi vedono mentre

sudo sulla poesia come se battessi / a morte un maiale

mentre il sole comincia a scendere / su Sunset Boulevard

sopra l’insegna del motel / dove gente stanca dell’Arkansas e dello Iowa

paga troppo per dormire / sognando le stelle del cinema.


Non amava uscire, se non per andare a comprarsi la birra o alle corse dei cavalli.

Giocava fino alla penultima corsa ( andava sempre via durante l’ultima per evitare la ressa).

Se aveva vinto riteneva giusto festeggiare con una bella mangiata, se aveva perso si consolava allo stesso modo.

Gli piacevano i ristoranti economici, ordinava grosse bistecche con l’osso, ben cotte e con patate arrosto.

Era alto, aveva una faccia paonazza con un gran nasone, capelli ricci e arruffati, barba incolta e una pancia molliccia e debordante.

Era di carattere assai lunatico: a volte gentile, più spesso insofferente e attaccabrighe.

Il suo libro che mi ha più divertito , tra i molti che ha lasciato, è Donne.

Una volta l’ho consigliato ad una mia amica, che dopo averlo letto mi ha aggredito, dicendomi: come puoi avermi consigliato un libro così maschilista?

In realtà non è un libro maschilista, è il libro di un uomo che trova noiosi quasi tutti i suoi simili e cerca di starsene il più possibile per i fatti suoi.

Una sua frase che mi ha sempre divertito è questa:

Le persone per me sono come i sassolini bianchi; anzi, no: i sassolini bianchi non sono poi così male

Insomma si comportava “male” sia con gli uomini che con le donne e sempre per lo stesso motivo: non vuole farsene condizionare.

I suoi libri sono privi di finzione; gli avvenimenti descritti sono così vicini a quelli della sua vita che spesso le sue donne o gli amici si sono lamentati della sua indiscrezione trovando pezzi della loro esistenza riversati senza abbellimenti o modifiche nei suoi racconti.

E il linguaggio? a volte è scurrile, ma più spesso è poetico.

Ci sono dentro la passione per la scrittura, per l’altro sesso, per la libertà.

Gli ultimi anni della sua vita sono stati molto ricchi di soddisfazione dal punto di vista professionale ed economico.

A lungo, fin quasi ai sessant’anni, era stato uno scrittore fallito, costretto a muoversi con un maggiolino del ’70 di colore azzurro e a vivere in appartamenti cadenti e squallidi in compagnia di donne sempre meno leggiadre .

Improvvisamente, con la fama ed il successo, si potè permettere una bella casa con la piscina, una BMW nera (quando incontrò Norman Mailer e scoprì che ne aveva una eguale disse a se stesso che le Bmw nere erano, evidentemente, le auto dei duri) e una bellissima compagna con i capelli biondi ( una specie di Jane Fonda da giovane).

E quando, a qualsiasi ora della notte e del giorno, si presentavano da lui frotte di ragazzini adoranti con in mano le classiche confezioni di birra da sei lattine di birra per avere finalmente l’opportunità di conoscerlo, lui reagiva un po’ frastornato e indeciso ( tra l’accoglierli e confermare il proprio mito e mandarli a stendere e confermarlo …comunque).

Si era un po’ addolcito con gli anni e le comodità ( lui avrebbe detto rammollito o peggio ) e , potendo ormai permetterselo, preferiva il buon vino bianco alla pessima birra in lattine che aveva bevuto nei primi sessant’anni della sua vita.

Fosse vissuto nel secolo precedente, gli sarebbe capitato quello che capitava una volta a tutti gli artisti maledetti: fino alla fine dei suoi giorni una vita grama ed un enorme talento ignorato da tutti, per poi avere la gloria a cinquant’anni dalla morte.

A lui è capitato invece di godere di alcuni scampoli di gloria negli ultimissimi anni della sua vita. Ha continuato ad essere imprevedibile e irrequieto fino alla fine, ma se ne è andato, contento, continuando a rallegrarsi e a stupirsi del suo pur tardivo successo

e pensare che , dopo che me ne sarò andato,

ci saranno ancora giorni per altri, altri giorni,

altre notti,

cani che passeggiano, alberi che si agitano

nel vento.

non lascerò molto.

forse, qualcosa da leggere.

una cipolla selvatica nella strada

sventrata.

bok.jpg


Filippo Cusumano
Advertisements

One comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...