Doveva essere una recensione…..

pascuzzo….. ma non lo sarà……

Su invito di un amico ho partecipato alla presentazione del suo libro presso la libreria Feltrinelli di  Arezzo… e così ho conosciuto Anna....

E di lei voglio parlare.

Un viso particolarissimo….un profilo  senza tempo…. attuale e antico al tempo stesso.

Come il suo libro che ,coraggiosamente, senza averli vissuti ( Anna è una giovane donna) affronta gli anni 70/80 e le tematiche vissute in quegli anni.

Con grande talento si immedesima in atmosfere che hanno odore di gonne lunghe a fiori, zoccoletti di legno e di patchuli…..

Chi scrive ( franca c. )  quegli anni li ha vissuti e può solo dire che sono descritti benissimo… anche e soprattutto emotivamente.

Questo è il mio modestissimo  regalo per il tuo/vostro matrimonio Anna….o meglio scritturarte di anna pascuzzo.

Auguri Anna, Auguri Alessandro.

PS: Una parola sola su ciò che mi ha colpito visivamente .. l’immagine ( forse emblematica ) di copertina con l’arcobaleno che nasce ( si tuffa  ? ) nel mare…

Un luogo? La casa di un’amica. Un tempo? Primi anni Settanta. Inizia così l’avventura di Emma, il suo viaggio al tempo delle lotte femministe, quando la domanda di riconoscimento incalzava, quando le donne erano in rivolta. Con un gruppo di amiche, diverse per età ed esperienza, Emma va incontro alle prime scoperte, verso il senso della vera uguaglianza, in una narrazione che ci presenta ostacoli, sofferenze ma anche tanto entusiasmo e passi avanti. La nostra giovane donna s’interroga sul senso dello stare al mondo, a partire da sé, dalle sue passioni, dal suo amore per l’arte e gli uomini. In questo itinerario fatto di entusiasmo ancora incantato, scevro dalla maliziosa retorica del presente, Emma s’imbatte in altre storie di donne, scoprendo che esse hanno tutte vite comuni e universali. La voce di Emma è la voce di una madre, ma anche di una figlia, di un’amica, di una sorella. Le parole di Emma sono la nostra coscienza che rintraccia in modo impietoso la disumanità nel comportamento e nei costumi, prodotto entrambi di un potere patriarcale e maschile che ha sconfinato il nostro Paese civile in indegne classifiche, nel ruolo di “aguzzino delle donne”.  ( Pari, dispari e donne. A piedi verso la libertà)

Per chi volesse acquistare il libro può andare a questo link su IBS.

“Casanova” di Stefan Zweig

“Cio’ che altri devono inventare, lui lo ha appreso respirando…

Parte con una formidabile stroncatura  il saggio su Giacomo Casanova di Stefan Zweig ( Casanova, edizioni Castelvecchi)

La presenza di Casanova nel Pantheon dei geni creativi è “tanto poco giustificata quanto quella di Ponzio Pilato nel credo religioso”.

I suoi versi sono “improvvisati”  e “puzzano di muffa accademica”.

Il suo romanzo utopistico Isocameronè “ampolloso” e per leggerlo ci vuole la “pazienza di un agnello sotto una pelle d’asino”

“Casanova – scrive Zweig – non appartiene alla nobiltà poetica più di quanto appartenga all’almanacco del Gotha; parassita in entrambi i casi, intruso senza rango ne’ diritti”.

Com’è allora, si domanda Zweig, che nonostante la sua innegabile mediocrità letteraria, Casanova ha ancora un posto di rilievo nella letteratura mondiale?

“Con ogni probabilità, la sua Iliade erotica continuerà a vivere e a trovare lettori infiammati quando già da tempo La Gerusalemme liberata e Il pastor fido avranno raccolto la polvere del tempo sui loro alti scaffali, solenni e non lette antichità storiche”

Il segreto del successo di Casanova non è il modo di descrivere e raccontare la propria vita, dice Zweig, ma il modo in cui la visse!

Mentre altri letterati hanno sacrificato gran parte dell’esistenza alla costruzione  della propria immortalità, Casanova non ha rinunciato “a un briciolo della propria gioia, a un’ora del suo sonno, a un minuto del suo piacere.

Solo quando, ormai vecchio e malandato, è ormai messo alla porta da tutti, oltre che respinto e deriso dalle donne, decide di scrivere la sua storia.
Per intrattenere se stesso, per crearsi, attraverso quelle pagine, “un surrogato della vita che gli veniva a mancare”.

E che storia viene fuori da quelle pagine!

Cio’ che altri devono inventare, lui lo ha appreso respirando.…[…] Nessun poeta del suo tempo ha inventato tante situazioni e variazioni quante ne ha vissute Casanova e nessun uomo si è mai lanciato attraverso curve così ardite attraverso tutto il secolo”

Raramente- scrive Zweig -i poeti hanno una biografia e ugualmente di rado gli uomini che ne hanno una sono capaci di raccontarla.

“Casanova rappresenta una meravigliosa eccezione, quasi unica nel suo genere : un uomo appassionato, una memoria dannata, un carattere senza freni, che si mette a raccontare la propria grandiosa vita senza vincoli morali, senza malefici poetici, senza ricami filosofici e invece con tutta obiettività, proprio com’è stata: fervida, rischiosa, lasciva, ma sempre emozionante e piena di imprevisto.


E la racconta non per ambizione letteraria o per millanteria, per fare penitenza o per esibizionistica brama di confessione, ma senza ritegni e fisime, proprio come un veterano che racconta la sua vita all’osteria con una pipa tra i denti”


E’ una fortuna che Casanova non abbia nemmeno per una attimo pensato a “scrivere per la gloria”, cioè per le generazioni future. (“ Solo chi non persegue alcun scopo arriva ad una sincerità così spregiudicata e perciò così elementare”).

” Lo si può disprezzare per la sua mancanza di principi e per la poca serietà morale, lo si puo’ smentire come storico e disconoscere come artista.

Impossibile, però, farlo morire di nuovo, perchè, malgrado tutti i poeti e pensatori, il mondo non ha inventato da allora un racconto più romantico della sua vita e nessun personaggio più fantastico di Casanova “.

“Preferirei di no”

Ho appena finito di rileggere, dopo circa quarant’anni dalla prima lettura, uno dei racconti più famosi e più belli di tutta la letteratura, “Bartleby, lo scrivano” di Herman Melville

E’ la storia, narrata in prima persona, di un avvocato di New York che, all’ampliarsi della sua attività, decide di assumere un terzo scrivano nel suo ufficio di Wall Street

Risponde all’annuncio Bartleby.

Il narratore lo descrive come persona “pallidamente linda, penosamente decorosa, irrimediabilmente squallida!”.

In principio Bartleby esegue diligentemente il lavoro di copista, ma si rifiuta di svolgere altri compiti, sconcertando il suo principale con la risposta “Preferirei di no” ( in originale “I would prefer not to”).

Più avanti smette di lavorare del tutto.

Alle sollecitazioni, alle suppliche, alle rampogne del suo datore di lavoro si limita a dare come unica spiegazione la medesima frase.

Una domenica, trovandosi a passare dalle parti del proprio ufficio, il narratore, con sua grandissima sorpresa, scopre che Bartleby ha preso lì la sua dimora.

Inserendo la chiave nella serratura, mi accorsi che non girava, a causa di qualcosa inserito dall’altra parte. 

Piuttosto sorpreso, provai a chiamare, e con mia grande costernazione, sentii un’altra chiave girare dall’interno: spingendo verso di me il viso smunto dalla porta socchiusa, mi apparve la visione di Bartleby in maniche di camicia, e per il restto con indosso nient’altro  che una veste da camera incredibilmente sbrindellata.

[…] L’apparizione del tutto inattesa di Bartleby che occupava i locali del mio studio la domenica mattina con la sua nonchalance cadaverica e signorile, ma altrettanto ferma e controllata, produsse in me un effetto talmente strano che non esitai a sgattaiolarmene via.”

Non descrivo gli sviluppi della vicenda per lasciare a quanti non avessero letto questo straordinario racconto il piacere di scoprirli dalle parole di Melville.

La cosa su cui riflettevo stamattina, finendo di leggere il racconto, è la meravigliosa sintesi della frase con la quale Bartleby accompagna ogni suo rifiuto : “Preferirei di no”.

Bartleby non dà mai in escandescenze, non reagisce con atteggiamenti polemici, come farebbe un lavoratore di fronte a pretese lesive della sua dignità e dei suoi diritti.

Bartleby, semplicemente, quasi buddisticamente, si limita a dire che “prefeirebbe di no”.

E questa sua dichiarazione tranquilla e disarmata è invalicabile, blocca del tutto,  per lunghissimo tempo, il suo datore di lavoro ( uomo ammodo e di buon cuore) .

Che dire ? Un personaggio fantastico, incredibile.

Secondo alcuni il precursore della letteratura esistenzialista, secondo altri un tentativo di narrazione alla Dickens ( autore al quale si dice che Melville guardasse con invidia per il suo successo) per altri ancora il resoconto romanzato di un fatto di cronaca, il racconto si legge – tutto d’un fiato – in poco meno di un’ora e mezzo.

E per un po’ ti rimane dentro quella specie di mantra.

Che, a pensarci bene, si adatterebbe splendidamente a molte delle sollecitazioni che ci arrivano tutti i giorni da infinite fonti:

Vuoi un caffè? 

Preferirei di no

Vuoi guardare la tv?

Preferirei di no.

C’è Salvini.

Preferirei di no.

C’è Renzi

Preferirei di no

C’è Vendola

Preferirei di no.

C’è Grillo.

Preferirei di no.

Vuoi un cannolo?

Preferirei di no

Un piatto di bucatini?

Preferirei di no

Vuoi fare una passeggiata?

Preferirei di no

Leggere una nota di Cusumano su facebook?

Preferirei di no!”

Filippo Cusumano

Considerarsi seconda.

Lenù ( Elena) e Lila ( Raffaella) sono amiche da sempre.

Vivono nello stesso rione popolare di Napoli, frequentano nella stessa classe i primi 5 anni delle elementari.

Sono entrambe di famiglia modesta : il padre di Lenù fa l’usciere, quello di Lila il calzolaio ( anzi : lo scarparo, come si dice a Napoli). Sono molto legate, ma anche molto competitive.

Sin da subito però Lenù – l’io narrante della tetralogia di Elena Ferrante L’amica geniale – avverte la superiorità intellettuale dell’amica. Pur essendo una bambina molto volitiva e studiosa, si sente costantemente surclassata dall’amica, veloce nell’apprendere,  dotata di una straodinaria capacità di calcolo mnemonico, notevolmente portata per la scrittura. Il caso vuole però che la meno dotata delle due, Lenù, prosegua, sia pure tra mille difficoltà, gli studi fino a laurearsi con il massimo dei voti alla Normale di Pisa, mentre l’altra si adatta ad un percorso più tradizionale che la porta, ancora adolescente, ad un matrimonio infelicissmo con un salumaio . Le due amiche si incontrano continuamente nel corso delle oltre 1200 pagine della tetralogia e ogni incontro è un’occasione per mettere a fuoco non solo quello che è accaduto nel loro privato nell’arco di quasi 60 anni, ma anche quello che è cambiato nel minicontesto ( il vecchio rione) e nel macrocontesto ( Napoli e l’Italia) in cui si svolgono le varie vicende. E’ un’opera avvincente, scritta con rara sensibiltà e grandissima efficacia di scrittura. Ed è un’opera che crea una addiction…. Non appena finisci il primo volume, non puoi fare a meno di correre ad acquistare il secondo e così via, fino a quando non arrivi alla fine. Al centro della narrazione ci sono tante cose, come ho detto, ma ne voglio evidenziare una in particolare:  il tema dello sviluppo delle potenzialità.

C’è una persona dotatissima – l’amica “geniale” – che spreca il proprio talento finendo per annullarsi in una vita grama, accidentata e spenta e c’è n’è un’altra, molto più limitata sul piano delle doti personali, che tuttavia, grazie alla volontà, all’orgoglio e al sacrificio riesce ad emergere e ad avere successo. E’ quello che vediamo tutti i giorni, a pensarci bene.

Chi di noi, confrontandosi con chi ha avuto di più dalla vita,  qualche volta non pensa che, con un pizzico di determinazione o anche semplicemente di fortuna in più, avrebbe avuto carte migliori da giocare e risultati più brillanti? Più raro è invece è che ci accada quello che accade all’io narrante de “L’amica geniale” : dall’alto dei successi ottenuti voltarsi  e riconoscere che chi è rimasto indietro avrebbe avuto non solo i mezzi, ma anche tutto il diritto di sopravanzarci. Pur avendo lottato per tutta la vita per essere prima, pur essendoci  riuscita in maniera inequivocabile agli occhi di tutti, Lenù non smette per un attimo di considerarsi seconda rispetto a Lila.

Bando XVI Concorso nazionale di poesia e narrativa “Guido Gozzano”‏

Bando XVI Concorso nazionale di poesia e narrativa “Guido Gozzano”

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Scadenza bando : Sabato 4 luglio 2015

Il concorso “Guido Gozzano” si divide in quattro sezioni:

– sezione A: libro edito di poesie in italiano o in dialetto con traduzione (pubblicato a partire dal 2010).

Può essere inviato un solo libro di poesie per Autore in quattro copie. In un foglio a parte vanno inseriti nome, cognome, indirizzo, numero di telefono,e-mail e la dichiarazione che l’opera è frutto del proprio ingegno.

– sezione B: poesia inedita in italiano o in dialetto con traduzione senza preclusione di genere (massimo tre poesie).

I concorrenti devono inviare quattro copie di cui solo una copia firmata con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, e-mail e la dichiarazione che l’opera è frutto del proprio ingegno.

– sezione C: silloge inedita in italiano o in dialetto senza preclusione di genere. Si possono inviare da un minimo di 7 a un massimo di 12 poesie in quattro copie di cui solo una copia firmata con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, e-mail e la dichiarazione che l’opera è frutto del proprio ingegno.

– sezione D: racconto inedito in italiano a tema libero da un minimo di 2 a un massimo di 5 fogli con spaziatura normale e carattere 12 Times New Roman. I partecipanti potranno inviare un solo racconto in quattro copie di cui solo una copia firmata con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, e-mail e la dichiarazione che l’opera è frutto del proprio ingegno.

Le opere dovranno essere inviate, entro sabato 4 Luglio 2015 (fa fede il timbro postale) a:

CONCORSO NAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA “GUIDO GOZZANO”, VIA LA BRAIA, 9 – 15010 TERZO (AL).

https://concorsoguidogozzano.wordpress.com/bando/bando-2015/ per scaricare il bando completo

Solo per le sezioni inedite è possibile inviare le opere in un’unica copia via e-mail a concorsogozzano@virgilio.it. Le dichiarazioni di paternità e i dati anagrafici possono essere inseriti nel file con i testi oppure in un file a parte. Il formato preferito è word ma accettiamo anche il formato pdf. E’ preferibile ma non è obbligatorio fare una scansione della tassa di lettura. Sulla busta contenente tutto il materiale, oltre all’indirizzo sopraindicato, dovrà essere segnalata la sezione alla quale l’Autore intende partecipare. Non è possibile partecipare con opere inviate nelle precedenti edizioni.

Segreteria Concorso Guido Gozzano

Roberto Chiodo

concorsogozzano@virgilio.it

tel 347 4996094

TOM HILLENBRAND ORO ROSSO Il Secondo Thriller Culinario Di Xavier Kieffer

orcoVivere e morire per il sushi.
Dal momento che lo chef lussemburghese Xavier Kieffer è apprezzato dal più celebre critico astronomico di Francia, è sempre invitato agli eventi più esclusivi.
Ma la cena lussuosaal museo d’Orsay, organizzata dal sindaco di Parigi, termina dopo l’antipasto: Ryuunosuke Mifune, il più famoso cuoco di sushi in Europa, improvvisamente muore. La diagnosi è avvelenamento da pesce. Ma Kieffer è scettico e scopre rapidamente le contraddizioni del caso. Si tuffa nel mondo della cucina giapponese rendendosi conto che ci sono pesci più costosi dell’oro – e più preziosi di una vita umana.
«Tom Hillenbrand stimola l’appetito dei lettori di thriller in modo divertente». Die Welt
Tom Hillenbrand, in realtà Thomas Hillenbrand, (nato nel 1972 ad Amburgo) è un giornalista e scrittore tedesco. Ha studiato politica ed economia. Hillenbrand ha scritto per Reuters, Wall Street Journal Europe e Spiegel Online. Nel 2011 è stato pubblicato il primo romanzo Teufelsfrucht: Ein kulinarischer Krimi (Frutto del Diavolo. Un thriller culinario). Il libro è stato un bestseller per mesi ed è stato premiato in Lussemburgo come miglior debutto al Friedrich Glauser Prize. Dal questo thriller, è in produzione un film con Moritz Bleibtreu, uno dei più famosi attori tedeschi, come protagonista. Rotes Gold (Oro Rosso), la seconda parte della serie di Kieffer, è apparso in Germania nel 2012.

Pubblicazione Atmosphere libri
pag. 240
Euro 16,00
ISBN: 9788865641101

Ufficio stampa Atmosphere libri
via Seneca 66
00136 Roma
mobile: +39 3381872429

Festa della Letteratura e della Poesia e “Castello di Duino”

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PREMIAZIONE DELL’XI CONCORSO INTERNAZIONALE “CASTELLO DI DUINO” E FESTA DELLA LETTERATURA E DELLA POESIA

Duino – Trieste, 17–22 marzo 2015

Sei giornate d’incontri, reading e workshop rivolti ai giovani. Con un premio letterario che valorizza i talenti internazionali e la solidarietà. E che festeggia la sua undicesima edizione insieme agli scrittori Michela Monferrini, Federica Manzon e Simone Marcuzzi.

COMUNICATO STAMPA

DUINO – Sarà il Castello di Duino, uno dei luoghi della poesia per eccellenza, celebrato da Rilke nelle sue famose “Elegie Duinesi”, a ospitare le premiazioni dell’XI edizione del Concorso Internazionale di Poesia e Teatro Castello di Duino, uno dei più prestigiosi premi letterari rivolti ai giovani di tutto il mondo, patrocinato dall’UNESCO.

Inserito nella più ampia Festa della Letteratura e della Poesia, in calendario dal 17 al 22 marzo prossimi tra Duino e Trieste, dai suoi esordi ad oggi il Concorso, riservato ai poeti fino ai 30 anni di età, ha coinvolto ben 11000 giovani autori provenienti da 90 Paesi e un pubblico sempre più numeroso e appassionato. Nell’edizione di quest’anno a cimentarsi, ognuno nella propria madrelingua, con il tema del “viaggio”, reale o immaginario, metafora della vita ma anche concreto momento di trasformazione, sono stati ben 900 giovani autori, provenienti da ogni angolo del globo: dall’Argentina alla Nigeria, dall’Iraq al Pakistan, dallo Sri Lanka a Cuba, oltre a moltissimi poeti europei. A valutare le poesie nella lingua madre degli autori una giuria composta da critici letterari, poeti e docenti universitari di letterature comparate, che, come non accadeva da anni, ha assegnato la prestigiosa medaglia del Presidente della Repubblica a una giovane autrice italiana, Michela Pusterla, di Chiuro (Sondrio). Il primo premio è andato invece alla slovena Klara Katarina Rupert, seguita, sul secondo gradino del podio, dal giovane poeta brasiliano Antonio Pedro Faro. Ex aequo per il terzo posto, attribuito alla rumena Victorita Tudor e alla polacca Agnieszka Żądło Jadczak.

La cerimonia di premiazione del Concorso, promosso dall’Associazione Poesia e Solidarietà, sarà la degna conclusione della Festa della Letteratura e della Poesia, una sei giorni d’incontri letterari, reading, workshop, spettacoli teatrali e musicali, che richiamerà anche quest’anno a Trieste autori di tutto il mondo. A discutere con questi giovani poeti arriveranno a Trieste la scrittrice e poetessa Michela Monferrini, past winner del Concorso e finalista del Premio Calvino 2012 con il romanzo d’esordio, pubblicato nel 2014 da Mondadori, “Chiamami anche se è notte”. Insieme a lei la scrittrice ed editor Federica Manzon, autrice di “Di fama e di sventura” (2011, Mondadori, premio Rapallo Carige 2011 e Premio Selezione Campiello 2011) e Simone Marcuzzi, il cui ultimo romanzo, “Dove si va da qui”, è uscito a settembre 2014 per Fandango Libri. I tre saranno protagonisti di un incontro-confronto dedicato alle forme del romanzo contemporaneo e alla creazione dei suoi personaggi.

A testimonianza del forte impegno civile che caratterizza il Concorso Internazionale di Poesia “Castello di Duino” a ogni edizione i giovani vincitori offrono una parte del loro premio in solidarietà e, per volontà di Antonietta Risolo, titolare della Casa Editrice Ibiskos Risolo, anche il ricavato del libro che raccoglie le poesie dei vincitori va alla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin, per i bambini vittime di guerra.

Anche quest’anno faranno da corollario alla premiazione molte iniziative: dal 17 al 22 marzo, passando per il 21 marzo, Giornata Mondiale della Poesia proclamata dall’Unesco, Duino e Trieste si trasformeranno in un grande laboratorio poetico-letterario.

SINTESI DEL PROGRAMMA

Aprirà la manifestazione, il 17 marzo, l’inaugurazione della mostra fotografica legata al concorso, che quest’anno ha come tema “Dopo il viaggio” e raccoglie una selezione di scatti inviati da tutto il mondo dai giovani poeti del Concorso Internazionale di Poesia Castello di Duino, commentati con i loro stessi versi, per riportare, nell’età del “visuale”, l’immagine alla parola. L’inaugurazione sarà seguita da un reading di poesie e da esibizioni musicali. Seguirà il 18 marzo l’incontro “Letture da un premio Nobel”, reading di brani tratti dai romanzi di Patrick Modiano, vincitore del Nobel 2014 per la Letteratura. Il 19 marzo sarà la volta di un reading di poesie dal titolo “Linguaggi e culture a Trieste”, con la partecipazione delle tante comunità che popolano questa città multietnica: greci, ucraini, iraniani, cinesi, albanesi, serbi, croati. Il 20 marzo sarà proposto l’ormai tradizionale workshop dal titolo “s-Tradurre, ciò che la lingua non può e la traduzione deve (nell’officina del traduttore poeta)”, un dialogo fra poeti e traduttori sul lavoro di traduzione di testi poetici, sulle sue difficoltà e sul suo intenso fascino. Nella stessa giornata si terrà l’incontro “Trieste e la cultura dei giovani”, che ripercorrerà gli undici anni della manifestazione con il saluto delle autorità agli ospiti. Seguirà una performance musicale-poetica affidata al trombettista Mario Fragiacomo, con l’intervento di Miriam Monica, dal titolo “Quella tromba di latta dal confine orientale italiano”. Il 21 marzo, Giornata Mondiale della Poesia, dopo la premiazione della sezione di concorso dedicata alle scuole ci sarà la premiazione della sezione giovanissimi. Infine il 22 marzo ospite della manifestazione sarà la scrittrice e poetessa Michela Monferrini, che curerà l’incontro “Personaggi in formazione. Dialogo sul campo del romanzo”. Insieme a lei la scrittrice ed editor Federica Manzon e Simone Marcuzzi, il cui ultimo romanzo, “Dove si va da qui”, è uscito a settembre 2014 per Fandango Libri. Nel pomeriggio la manifestazione sarà chiusa dalla cerimonia di premiazione del Concorso, nella splendida location offerta dal Castello di Duino, con la lettura delle poesie premiate da parte dei giovani vincitori. Tutti gli incontri si terranno in sedi prestigiose, dislocate in varie zone della città di Trieste, dallo sala del Consiglio Comunale, sita nella splendida Piazza dell’Unità d’Italia, alla Camera di Commercio cittadina. Ad accompagnare gli appuntamenti sarà la musica di formazioni orchestrali e corali cittadine, che farà da contrappunto a letture e conferenze.

MICHELA MONFERRINI

Michela Monferrini è nata a Roma il 6 gennaio 1986. È stata finalista al Premio Subway Poesia 2005 e Campiello Giovani 2008. Ha curato la biografia del critico letterario e musicale Walter Mauro (La letteratura è un cortile, Perrone 2011) e la miscellanea di scritti sull’opera di Antonio Debenedetti Quasi un racconto (Edilet 2009). È autrice della guida letteraria Conosco un altro mare. La Napoli e il Golfo di Raffaele La Capria (Perrone 2012). Nel 2014 è uscito per Mondadori il suo primo romanzo, Chiamami anche se è notte, che era stato finalista al Premio Calvino 2012 con il titolo Gennaio come. Giornalista pubblicista, scrive per le pagine culturali del quotidiano Il Garantista, e collabora con L’Indice dei Libri del Mese e Nuovi Argomenti. È anche istruttrice di nuoto.

FEDERICA MANZON

Federica Manzon è nata nel 1981 a Pordenone. Ha vissuto molti anni a Trieste, dove ha studiato, laureandosi in Filosofia contemporanea. Ha partecipato a diversi progetti di studio e lavoro finanziati dalla Comunità Europea, e da uno di questi, in Grecia, è nato il suo primo libro Come si dice addio pubblicato nel 2008 da Mondadori. Si è poi trasferita a Milano dove ha iniziato a lavorare per l’editoria, attualmente è editor della Narrativa Straniera a Mondadori. Collabora con l’organizzazione del festival letterario “pordenonelegge.it”, il quotidiano di Trieste “Il Piccolo” ed è redattrice della rivista letteraria “Nuovi Argomenti”. Suoi racconti sono apparsi su diversi giornali, riviste, e antologie. Nel 2011 è uscito il suo romanzo Di fama e di sventura (Mondadori) che ha vinto il Premio Rapallo Carige per la Letteratura Femminile e il Premio Campiello Selezione Giuria dei Letterati.

SIMONE MARCUZZI:

È nato a Pordenone nel 1981. Laureato in Ingegneria, dopo le raccolte di racconti Cosa faccio quando vengo scaricato e altre storie d’amore crudele (Zandegù) e 10 italiani che hanno conquistato il mondo (Laurana) ha esordito con il romanzo Vorrei star fermo mentre il mondo va (Mondadori, 2010, vincitore del Premio Zocca). Il suo nuovo romanzo, Dove si va da qui, è uscito a settembre 2014 per Fandango Libri.

Concorso Internazionale di Poesia e teatro Castello di Duino

Trieste – Duino (varie sedi)

17-22 marzo 2015

http://home.castellodiduinopoesia.org

INFORMAZIONI PER LA STAMPA:Immagine in linea 1

 
 

AL CASTELLO DI DUINO DAL 17 AL 22 MARZO SI FESTEGGIA LA POESIA CON GIOVANI DA TUTTO IL MONDO‏

duino-4Eccoci all’ormai consueto appuntamento poetico del mese di marzo con le premiazioni del ,Concorso Internazionale “Castello di Duino” e la Festa della Letteratura e della Poesia, che come sempre festeggeremo nello splendido scenario del Castello e in alcuni luoghi simbolo di Trieste, insieme a tanti giovani poeti provenienti da tutto il mondo e che offrirà anche l’occasione per celebrare, il 21 marzo, la Giornata mondiale della Poesia.

Organizzate dall’Associazione Poesia e Solidarietà, saranno sei giornate dedicate alla Festa della Letteratura e della Poesia, che culmineranno con la premiazione del Concorso Internazionale di Poesia “Castello di Duino”, uno dei più importanti premi letterari destinati ai giovani, patrocinato dall’UNESCO fin dalla sua prima edizione e che l’anno scorso ha ottenuto anche il Premio Gutenberg dell’Associazione italiana del libro. In programma reading, workshop e performance musicali.

Tra gli ospiti ha già confermato la sua presenza la giovane scrittrice Michela Monferrini, autrice di “Chiamami anche se è notte” (Mondadori 2014).

Kati Hiekkapelto è considerata il miglior giovane talento del romanzo criminale finlandese.

colibriAnna Fekete è una giovane detective di origine ungaro-serba che svolge la sua professione in una cittadina costiera della Finlandia settentrionale. Le sue origini non le impediscono di essere a proprio agio con la cultura finlandese, ciononostante nel nuovo paese si sente un’estranea, forse soprattutto a se stessa. La situazione non è resa migliore dal collega con cui fa coppia: Esko è un uomo di mezza età che non si preoccupa affatto di nascondere i suoi pregiudizi razziali. Anna è entrata da poco in servizio e già si trova a dover condurre l’indagine per un omicidio che ha sconvolto l’intero paese. Una giovane donna viene uccisa mentre fa jogging e sul suo corpo viene ritrovato un ciondolo raffigurante la divinità azteca Huitzilopochtli. Il mito rammenta la sua prodigiosa nascita da una donna fecondata da piume di colibrì. Poco tempo dopo, si verifica un altro omicidio simile. Tutto lascia pensare a un serial killer. Riuscirà Anna a catturare il “Colibrì” prima che mieta altre vittime? C’è poi anche il caso di Dijar, una giovane donna curda che ha contattato la Polizia per paura di finire vittima di un delitto d’onore. Ma durante gli interrogatori la ragazza ritratta, ha paura di parlare, costringendo Anna a cercare altrove le prove di cui ha bisogno.

 

«Un debutto eccezionalmente promettente!». Seura 
«Promettenti tenebre del Nord». Helsingin Sanomat 
«Qui c’è un autore che, con il suo primo romanzo poliziesco, surclassa gli svedesi. Läckberg & Co. dovrebbero sentirsi goffi una volta che hanno avuto la possibilità di divorare la storia realistica, coinvolgente e di vitale attività di Anna Fekete, un investigatore criminale di una città costiera del nord finlandese». Viva
 
dal 25 febbraio in libreria 
ISBN: 9788865641118
EUR 16,00 pag 344
Atmosphere libri

Lars Pettersson Kautokeino, un coltello insanguinato

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La macchina slitta sulla strada ghiacciata e colpisce violentemente una renna. Anna Magnusson si ferma, si infila un berretto di lana e prende il coltello dallo zaino nel bagagliaio. L’orologio segna le 01:30 di notte, e ci sono più di 30 gradi sotto zero lì, sulla strada tra Luleå e Pajala. Anna è cresciuta a Stoccolma e non ha mai pensato alle sue origini. Sua madre, che è una Sami, non ha mai spiegato il motivo per cui se n’è andata dal remoto villaggio di montagna nel nord della Norvegia. Ora Anna, che lavora come sostituto procuratore, è sulla strada per Kautokeino, in Lapponia, dopo diversi anni di assenza. La nonna l’ha chiamata e le ha chiesto di andare a difendere il cugino Nils Mattis, accusato di stupro. La famiglia è disperata: non può fare a meno del lavoro di Nils Mattis in montagna. Ma quando Anna legge l’inchiesta della polizia, si insospettisce. Come farà a restare imparziale? Per lei è difficile rispettare il codice silenzioso della famiglia, fatto anche di leggi non scritte. Chi c’è dietro le morti che si verificano mentre Anna è lì? Chi vuole sbarazzarsi di lei? L’autore descrive l’ambiente, la natura, il freddo e le condizioni di vita in modo così realistico e tangibile che si perde il respiro. La natura si fa invadente, soprattutto quando scrive come il freddo e i suoi effetti incidano sulla psiche e lo stile di vita. Un thriller emozionante che si svolge in Lapponia. Un romanzo sul diritto e la morale in una comunità di minoranza etnica, che evidenzia le contraddizioni tra le consuetudini e il moderno Stato di diritto.
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PREMIO Deckarakademin 2012
AL MIGLIORE THRILLER SVEDESE DI UN AUTORE ESORDIENTE

«Uno dei migliori romanzi polizieschi dell’anno. Lo prometto!» Dast magazine

«Lars Pettersson fa un forte debutto come romanziere. Kautokeino, un coltello insanguinato è un romanzo di diritto e morale, la tradizione contro la modernità. E, a differenza di molti altri thriller, non è una storia che si impara a dimenticare in fretta». Tidningen Kulturen

Lars Pettersson è un regista indipendente svedese che ha prodotto film, serie TV, documentari e reportage. Ha anche lavorato come insegnante e produttore della televisione di stato svedese. Trascorre i suoi inverni a Kautokeino in Norvegia. Kautokeino, en blodig kniv (Kautokeino, un coltello insanguinato) è stato pubblicato in Germania, Norvegia, Francia, Estonia.

 
pp. 380 € 17,50
traduzione dallo svedese di Stefania Forlani
LIBRO: 9788865641132
EBOOK: 9788865641255