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	<title>IL MESTIERE DI LEGGERE</title>
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		<title>Finiamola con questo pane fatto di terra!</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 07:04:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ARTE COME TERAPIA. Un progetto editoriale curato da Federico Berti in collaborazione con la Fondazione Santissima Annunziata, nel comune di Firenzuola (Fi). Consiste nella programmazione di attività culturali negli istituti di cura, si pone come obiettivo di stimolare la creatività e il senso critico nel paziente affinché possa rompere l&#8217;isolamento e affrontare con maggior serenità [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmestieredileggere.wordpress.com&amp;blog=1484902&amp;post=970&amp;subd=ilmestieredileggere&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilmestieredileggere.files.wordpress.com/2012/01/arteterapia-vivalallegria.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-971" title="arteterapia-vivalallegria" src="http://ilmestieredileggere.files.wordpress.com/2012/01/arteterapia-vivalallegria.jpeg?w=540" alt=""   /></a></p>
<h1>L&#8217;ARTE COME TERAPIA.</h1>
<p style="text-align:justify;">Un progetto editoriale curato da <a href="http://www.federicoberti.altervista.org/"><em><strong>Federico Berti</strong></em></a> in collaborazione con la Fondazione <a href="http://www.annunziata.fi.it/"><strong><em>Santissima Annunziata</em></strong></a>, nel comune di Firenzuola (Fi). Consiste nella programmazione di attività culturali negli istituti di cura, si pone come obiettivo di stimolare la creatività e il senso critico nel paziente affinché possa rompere l&#8217;isolamento e affrontare con maggior serenità e consapevolezza il disagio fisico o mentale, migliorando così il suo stato di salute. Il prodotto finale sono delle pubblicazioni realizzate dagli stessi ospiti e divulgate fuori dalla struttura.</p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>AA.VV.</strong> – </em>La lira non c’è più, è scoppiata, a Montecitorio hanno detto che abbiamo bisogno di aiuto dagli altri paesi, chissà forse sono più in gamba. Ma è tanto che lo dicono.</p>
<p style="text-align:justify;">La Germania non ne dà, è grossa e grande si sente la padrona e li tiene tutti per sé. Non è un po’ vero? Io me lo chiederei. Quindi si risolve coi nostri soldi.</p>
<p style="text-align:justify;">A pagare in realtà sono i poveri, perché per i ricchi tutto è facile, tanto hanno i dollari e non se li lasciano scappare, io di pensione tiro meno di cinquecento euro e la Asl fa quello che può. Alla radio poco fa hanno detto che l’euro è in calo, ecco perché succede la crisi in tutto il mondo, e ne succederà ancora che fanno la ribellione, vanno in città coi cartelloni e dicono: “Finiamola con questo pane fatto di terra! Aiutateci, qualcuno che ne ha”. Io dico finché ce n’è sto qui, poi quando non ce n’è più si va tutti per la strada…</p>
<p style="text-align:justify;">Altro che a dormire, per la strada ci vado a urlare. Pensa tutti questi deputati si sono affacciati alla finestra e vedevano i cartelli, “Abbiamo fame!” Vogliamo i soldi. Si perché c’è da pagare anche i camini, l’erba, la verdura, la legna, sai quanti soldi vanno via? A Montecitorio sono tutti ricchi, hanno un portafogli grande così mentre quelli vanno a fare i festini colle donne: noi siamo pacifisti, chiediamo un po’ di giustizia. Magari li mandiamo tutti a casa, poi due schiaffoni e a letto senza cena.  Sai che mi piacerebbe, dargli la pensione che prendiamo noi, come diceva quello: “I bovi fanno le vacche, gli alzano la coda e leccano le chiappe!”.</p>
<p style="text-align:justify;">Per esempio questo che ci hanno messo adesso non è mica politico, è solo economico, poi avrà anche lui le sue pecche ma fra un po’ vogliono che paghiamo anche il nostro respiro, siamo mica imbecilli noi queste cose le capiamo, <em>ci siamo passati!</em></p>
<p style="text-align:justify;">Bisogna stare attenti perché è molto grave, si rischia il crollo mondiale e alla fine ci ritroviamo in rivoluzione, la mia nonna diceva che è tanto brutta perché ai suoi tempi l’ha vissuta , si ricorda la gente che bolliva l’olio e lo buttava di sotto dalle finestre; sarà stato del millesettecento, anzi no se la mamma era dell’880 allora sarà di poco prima, il Risorgimento, via.</p>
<p style="text-align:justify;">Lei diceva sempre: “Che brutta è la rivoluzione mamma mia, muoiono tutti!”. Speriamo di no.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.annunziata.fi.it/" target="_blank"><strong>VAI AL SITO DELLA FONDAZIONE SS. ANNUNZIATA</strong></a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.arteterapia.sitopromo.it/" target="_blank">Acquista il libro “Evviva l’allegria!”, scritto dalle autrici di questo articolo.</a></p>
<p>Prezzo: 8 euro</p>
<p><strong>Per ordinare il libro tel. 329/1017544</strong><em><strong></strong></em></p>
<p><em><strong> ( articolo originale <a href="http://federicoberti.wordpress.com/2012/01/02/finiamola-con-questo-pane-fatto-di-terra/#comment-4">qui </a>)<br />
</strong></em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilmestieredileggere.wordpress.com/970/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilmestieredileggere.wordpress.com/970/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilmestieredileggere.wordpress.com/970/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilmestieredileggere.wordpress.com/970/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilmestieredileggere.wordpress.com/970/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilmestieredileggere.wordpress.com/970/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilmestieredileggere.wordpress.com/970/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilmestieredileggere.wordpress.com/970/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilmestieredileggere.wordpress.com/970/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilmestieredileggere.wordpress.com/970/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilmestieredileggere.wordpress.com/970/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilmestieredileggere.wordpress.com/970/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilmestieredileggere.wordpress.com/970/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilmestieredileggere.wordpress.com/970/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmestieredileggere.wordpress.com&amp;blog=1484902&amp;post=970&amp;subd=ilmestieredileggere&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Amore a prima vista&#8230; come in una vera storia d&#8217;Appendice</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 21:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
				<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Rosaspina di Belvedere]]></category>

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		<description><![CDATA[La vendetta della Sepolta viva di Rosaspina di Belvedere Giusy Pieragostini Intervista all&#8217;Editora Sandra Giuliani &#8220;Amore a prima vista&#8230; come in una vera storia d&#8217;Appendice. Ho incontrato questo libro grazie all&#8217;Agenzia letteraria Il Menabò con la quale collaboro svolgendo il ruolo di lettrice: uno scambio di competenze che mi consente di annusare la qualità dei [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmestieredileggere.wordpress.com&amp;blog=1484902&amp;post=964&amp;subd=ilmestieredileggere&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://ilmestieredileggere.files.wordpress.com/2011/11/copertina_def.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-965" title="copertina_def" src="http://ilmestieredileggere.files.wordpress.com/2011/11/copertina_def.jpg?w=394&#038;h=614" alt="" width="394" height="614" /></a><strong></strong></p>
<div>
<ul>
<li>
<div id="id.305735909444759" style="text-align:center;">
<p><strong>La vendetta della Sepolta viva di Rosaspina di Belvedere</strong></p>
<p><strong>Giusy Pieragostini</strong></p>
<p>Intervista all&#8217;Editora Sandra Giuliani</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Amore a prima vista&#8230; come in una vera storia d&#8217;Appendice.</p>
<p style="text-align:justify;">Ho incontrato questo libro grazie all&#8217;Agenzia letteraria Il Menabò con la quale collaboro svolgendo il ruolo di lettrice: uno scambio di competenze che mi consente di annusare la qualità dei testi che circolano, già filtrati da un occhio esperto.</p>
<p style="text-align:justify;">I lettori consulenti sono tenuti a scrivere una scheda di valutazione che individui i pregi e i difetti del testo suggerendo all&#8217;agente, dove è possibile, anche la casa editrice papabile ad accoglierli o fornendo i criteri per una risposta più evasiva se non del tutto drammatica: va riscritto, è impresentabile.</p>
<p style="text-align:justify;">La Sepolta viva di Rosaspina di Belvedere&#8221; è uno di quei testi che ti auguri come lettore (senza aggettivi) di incontrare e che come editore vorresti essere proprio tu a pubblicare ereditando, per proprietà transitiva, le qualità che possiede.<br />
L&#8217;ho letto e l&#8217;ho amato. Soprattutto ho riso. Non perché fosse comico: graffia con la sua ironia. E devi trattenerti nel pensare che tutto sommato quella donna sgangherata, brutta e sognante, se ti mettessi allo specchio, potrebbe causarti un balzo di riconoscimento e che quell&#8217;anima inquieta che vive dentro di lei alla fine non è molto diversa dall&#8217;inquietudine di gloria che all&#8217;identico modo seppellisci in finta umiltà quando i sensi di colpa atavici non ti mordono il collo per conto loro aiutandoti a soffocarla e a seppellirti nello stesso tempo.</p>
<p style="text-align:justify;">Perché la creatività è un problema. Le donne devono servire a qualcosa (e qualcuno usa il verbo per diventare un &#8220;uomo di riordino&#8221; con molta facilità anche senza apparire con la veste azzurra del principe). Devono servire cioè essere utili e se è utile rassettare la casa, pulire l&#8217;insalata&#8230; leggere e scrivere sono atti illeciti.</p>
<p style="text-align:justify;">Leggere ammala perché ti estranea dalla realtà (e come Don Chisciotte la madre della Rosaspina si consuma letteralmente di letture e si dissolve).<br />
Scrivere è un compito che non trova mai spazio né tempo ma soprattutto autorizzazione interna anche se è proprio da quell&#8217;interno che la Sepolta viva reclama il suo diritto a un&#8217;esistenza.</p>
<p style="text-align:justify;">E fin qui tutta la gamma dell&#8217;anti-eroismo e dello squallore mediocre della commedia umana, femminile e maschile, è ben citato ma poi arriva il colpo di genio: l&#8217;invenzione di un Angelo che custode non è ma Sterminatore&#8230; perché questo nell&#8217;alto dei cieli è stato stabilito per vegliare sulle femmine.<br />
Rido. Con un&#8217;amarezza tale che se non mi aggrappo all&#8217;ampollosità della lingua che descrive il tutto mi lascerei cadere sfranta proprio come la casalinga che vorrebbe scrivere il Grande Romanzo votando la pattumiera e insieme tutti i sogni di essere qualcuno (o qualcosa).</p>
<p style="text-align:justify;">Le parole per dirlo: una questione che disegna la rotta infinita di ciò che lettura dopo lettura, epoca dopo epoca, diventa Letteratura: lo stile. Quella mano felice che colloca le parole al posto giusto, che le ripesca dal vocabolario dei libri già scritti – letti e interiorizzati – e prendedole in prestito restituisce loro una nuova vita. Parole, sintassi, strutture del discorso che improvvisamente sorreggono il mondo e lo stupore del mio io gramnmaticale si fa enorme, enorme e grato.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo succede a una lettrice (senza aggettivi): stupirsi.<br />
Questo pensa la lettrice consulente di un&#8217;agenzia letteraria: voglio per me questo libro, perché sono un&#8217;editora.<br />
Poi incontro l&#8217;Autrice: Giuseppina Pieragostini. E ovviamente la incontro nel posto giusto: alla Fiera del Libro di Roma.<br />
Lei sa che sono io la &#8220;recensora&#8221;: ha letto la mia scheda e ha voluto incontrarmi.</p>
<p style="text-align:justify;">Io ho rivelato a il Menabò che l&#8217;avrei voluta come scrittrice ma non avevo il coraggio di dirlo: cosa potevo offrire a un talento così?<br />
Poi lei è arrivata, con un dono: cioccolatini.</p>
<p style="text-align:justify;">Io adoro il cioccolato.<br />
&#8220;Chocolat&#8221; è il mio film preferito, che mi concedo quando cerco magia.<br />
E così abbiamo iniziato un&#8217;altra storia: quella che ha che fare con la vita di un libro.&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.ilcasoeilvento.it/" rel="nofollow nofollow" target="_blank">www.ilcasoeilvento.it</a></p>
</div>
</li>
</ul>
</div>
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		<title>TERRA BARBARA di Irene Iorno</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 21:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
				<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Irene Iorno]]></category>

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		<description><![CDATA[TERRA BARBARA di Irene Iorno - autobiografico - edito da &#8220;il caso e il vento di Sandra Giuliani&#8221; novembre 2011 Si vive distratte, certe che il mondo che ci circonda o quello fantastico e personale non vadano mai via e poi lentamente tutto si sgretola o diventa inaccessibile o diventa impossibile abitarlo. La vita allora [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmestieredileggere.wordpress.com&amp;blog=1484902&amp;post=956&amp;subd=ilmestieredileggere&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://ilmestieredileggere.files.wordpress.com/2011/11/copertina-terra-barbara01.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-957" title="copertina-terra-barbara01" src="http://ilmestieredileggere.files.wordpress.com/2011/11/copertina-terra-barbara01.jpg?w=356&#038;h=540" alt="" width="356" height="540" /></a><strong>TERRA BARBARA di Irene Iorno</strong></p>
<p style="text-align:center;">- <strong>autobiografico -</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>edito da &#8220;il caso e il vento di Sandra Giuliani&#8221; novembre 2011</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Si vive distratte, certe che il mondo che ci circonda o quello fantastico e personale non vadano mai via e poi lentamente tutto si sgretola o diventa inaccessibile o diventa impossibile abitarlo.<br />
La vita allora si trasforma, in questa lentissima e inesorabile perdita, in un tentativo di adattamento e anche di conquista di qualcosa di completamente diverso: noi.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8230; La storia di Irene Iorno è il diario di una malattia che sgretola l&#8217;identità e di come la reinvenzione di se stessa costruisca un metodo clinico di resistenza che coinvolgerà anche i medici facendo della sua storia uno strumento terapeutico.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci sono resistenze e illuminazioni nella sofferenza che sono un inno alla vita. E vanno condivise non solo con chi conosce il dolore ma soprattutto con chi, come noi, vive distrattamente pensando che tutto quello che ha e che è non cambierà mai.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;E se cercare è sempre stata l&#8217;unica cosa che mi è riuscita meglio fare, allora scelsi di usarla tentando di trasformare la mia giornata in una serie di giochi da compiere che, messi insieme, dopo anni mi furono riconosciuti con l&#8217;espressione di costante riabilitazione&#8230;&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">Un libro che ama la vita. E l&#8217;amore, vero, non grida</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.ilcasoeilvento.it/" rel="nofollow nofollow" target="_blank">www.ilcasoeilvento.it</a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Irene Iorno:</strong></p>
<p><em>È nata a Roma nel 1976, artista e giornalista pubblicista, socia dell’Associazione Il Paese delle donne, terminati gli studi classici frequenta un corso di Pittura e ottiene le qualifiche di Disegnatrice Autocad e di Graphic Design. Nel 2005, nell’ambito dell’indirizzo Arti Visive e Discipline dello Spettacolo (tesi in Regia), consegue la laurea in Pittura e due anni dopo la specialistica in Scultura. Artista di sorprendente intensità, Irene Iorno si è cimentata in tutti i settori dell’arte, dai dipinti ai disegni, dalle incisioni alle fotografie, alle installazioni sino ai videoclip, con una profonda attenzione al femminile, e per le sue opere è stata premiata in numerose manifestazioni d’arte contemporane</em>a.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilmestieredileggere.wordpress.com/956/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilmestieredileggere.wordpress.com/956/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilmestieredileggere.wordpress.com/956/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilmestieredileggere.wordpress.com/956/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilmestieredileggere.wordpress.com/956/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilmestieredileggere.wordpress.com/956/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilmestieredileggere.wordpress.com/956/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilmestieredileggere.wordpress.com/956/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilmestieredileggere.wordpress.com/956/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilmestieredileggere.wordpress.com/956/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilmestieredileggere.wordpress.com/956/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilmestieredileggere.wordpress.com/956/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilmestieredileggere.wordpress.com/956/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilmestieredileggere.wordpress.com/956/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmestieredileggere.wordpress.com&amp;blog=1484902&amp;post=956&amp;subd=ilmestieredileggere&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>GLI APPUNTI DI ERASMO DA GENOVA</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 08:23:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Pensieri in libertà. Cosa significa? Qualcuno può pensare che sia un segno di leggerezza, assolutamente no. O forse sì, nel senso che la leggerezza può portare messaggi più profondi di qualsiasi parola difficile. Si parte dagli appunti di Erasmo, che chiede alla voce narrante di scriverli, riportarli su carta, renderli fruibili. Capita così che si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmestieredileggere.wordpress.com&amp;blog=1484902&amp;post=946&amp;subd=ilmestieredileggere&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://www.ilfiloonline.it/components/com_virtuemart/shop_image/product/strade/COP_GliappuntidiErasmo.jpg" alt="" width="150" height="227" /></p>
<p align="left"><strong>Pensieri in libertà. </strong></p>
<p align="left">Cosa significa?</p>
<p align="left">Qualcuno può pensare che sia un segno di leggerezza, assolutamente no.</p>
<p align="left">O forse sì, nel senso che la leggerezza può portare messaggi più profondi di qualsiasi parola difficile.</p>
<p align="left">Si parte dagli appunti di Erasmo, che chiede alla voce narrante di scriverli, riportarli su carta, renderli fruibili.</p>
<p align="left">Capita così che si può scrivere prima la fine, e poi l’inizio.</p>
<p align="left">Gli appunti di esperienze di vita tra una <em>creuza </em>e una spiaggia del Cilento.</p>
<p align="left">Un percorso attraverso le vicende di una vita, la genuinità di personaggi semplici e portatori di una grande saggezza. La tranquillità di un posto semplice ma ispiratore.</p>
<p align="left">Un’analisi accurata e originale di certi aspetti della contemporaneità, è questo il senso degli appunti di Erasmo.</p>
<p align="left"><strong>Aldo Arpe </strong>è nato nel 1944 a Genova, dove si è diplomato come macchinista navale e dove ha vissuto la maggior parte della sua vita. Ha da sempre svolto attività politica e sindacale. Promotore di molte manifestazioni e accurato studioso di eventi politici, collabora con diverse riviste e ha prodotto opuscoli a scopo didattico.</p>
<p align="left">Premiato in concorsi di poesia, <em>Gli appunti di Erasmo da Genova (ovvero se le cose si mettono a parlare) </em>è la sua prima pubblicazione.</p>
<p align="left">Maggiori informazioni <strong><a href="http://www.ilfiloonline.it/index.php?page=shop.product_details&amp;flypage=flypage.tpl&amp;product_id=3605&amp;category_id=32&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=176&amp;vmcchk=1">qui</a></strong></p>
<p align="left">RASSEGNA STAMPA</p>
<p align="left"><a title="Libreria Crocicchio" href="http://www.ilfiloonline.it/images/stories/PDF/arpe.JPG" target="_blank">Libreria Crocicchio</a></p>
<p align="left"><a title="Recensione Pier Paolo Faccio" href="http://www.ilfiloonline.it/images/stories/PDF/arpe.pdf" target="_blank">Recensione Pier Paolo Faccio</a></p>
<p align="left"><a title="Commento di Silvio Ferrari" href="http://www.ilfiloonline.it/images/stories/PDF/arpe2.pdf" target="_blank">Commento di Silvio Ferrari</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilmestieredileggere.wordpress.com/946/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilmestieredileggere.wordpress.com/946/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilmestieredileggere.wordpress.com/946/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilmestieredileggere.wordpress.com/946/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilmestieredileggere.wordpress.com/946/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilmestieredileggere.wordpress.com/946/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilmestieredileggere.wordpress.com/946/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilmestieredileggere.wordpress.com/946/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilmestieredileggere.wordpress.com/946/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilmestieredileggere.wordpress.com/946/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilmestieredileggere.wordpress.com/946/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilmestieredileggere.wordpress.com/946/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilmestieredileggere.wordpress.com/946/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilmestieredileggere.wordpress.com/946/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmestieredileggere.wordpress.com&amp;blog=1484902&amp;post=946&amp;subd=ilmestieredileggere&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>&#8220;Scott Wilson 2&#8243; lancia la Stwc Cinema</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 08:11:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stwccinema</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[arezzo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 17 Aprile, al Teatro Pietro Aretino di Arezzo, la prima assoluta del film Scott Wilson 2 &#8211; Il nuovo giorno è riuscita nell&#8217;impresa di fare il tutto esaurito e di costringere alcuni spettatori a stare in piedi, una volta riempiti i 130 posti del teatro. In sala c&#8217;erano moltissime autorità, a partire dal sindaco [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmestieredileggere.wordpress.com&amp;blog=1484902&amp;post=934&amp;subd=ilmestieredileggere&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://ilmestieredileggere.files.wordpress.com/2011/04/193009_207644822587109_165589316792660_756771_3256699_o.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-935" style="border:3px solid black;margin-top:3px;margin-bottom:3px;" title="Manifesto film" src="http://ilmestieredileggere.files.wordpress.com/2011/04/193009_207644822587109_165589316792660_756771_3256699_o.jpg?w=202&#038;h=287" alt="" width="202" height="287" /></a>Domenica 17 Aprile, al Teatro Pietro Aretino di Arezzo, la prima assoluta del film <em>Scott Wilson 2 &#8211; Il nuovo giorno </em>è riuscita nell&#8217;impresa di fare il tutto esaurito e di costringere alcuni spettatori a stare in piedi, una volta riempiti i 130 posti del teatro.</p>
<p style="text-align:justify;">In sala c&#8217;erano moltissime autorità, a partire dal sindaco Giuseppe Fanfani, c&#8217;era il cast al completo, c&#8217;erano le classi dell&#8217;Istituto Piero della Francesca che ha collaborato al progetto, e soprattutto c&#8217;era tanta gente comune.<a href="http://stwccinema.files.wordpress.com/2011/04/dsc_0669.jpg"><img title="Il cast sul palco" src="http://stwccinema.files.wordpress.com/2011/04/dsc_0669.jpg?w=640&#038;h=388" alt="" width="640" height="388" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Il film, un vero e proprio kolossal di due ore e mezzo, la cui lavorazione è durata diversi mesi, è scritto e diretto dal giovane aretino Vittorio Martinelli, 24 anni, praticante avvocato, e prodotto dalla Stwc Cinema, neonata associazione giovanile culturale, che si propone di creare opere ed eventi cinematografici a sfondo sociale, mettendo alla prova la creatività giovanile senza pretese di professionismo.</p>
<p style="text-align:justify;">La pellicola è ambientata in un prosssimo futuro, in cui la società è dominata da un regime che controlla la popolazione abbattendo ogni forma di cultura e di istruzione, chiudendo scuole e proibendo libri. Scott Wilson, il protagonista, deciderà di aprire gli occhi davanti alla realtà solo dopo che la sua vita sarà sconvolta da alcuni eventi, che lo spingeranno ad entrare nelle forze di resistenza per cercare di riportare la libertà nel suo paese.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://stwccinema.files.wordpress.com/2011/04/scott-wilson-2-il-nuovo-giorno-avi_snapshot_01-43-09_2011-04-18_22-58-11.jpg"><img title="Scott Wilson 2 - Il nuovo giorno.avi_snapshot_01.43.09_[2011.04.18_22.58.11]" src="http://stwccinema.files.wordpress.com/2011/04/scott-wilson-2-il-nuovo-giorno-avi_snapshot_01-43-09_2011-04-18_22-58-11.jpg?w=640&#038;h=512" alt="" width="640" height="512" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Tante le locations delle riprese, in cui si ambienta il film: si va da Arezzo alle campagne circostanti, da Montevarchi a Lucignano e Castiglion Fiorentino, fino a ad arrivare al Monte Amiata, Grosseto e le località costiere.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma al di là del successo della serata, l&#8217;evento ha creato le basi per un percorso futuro dell&#8217;associazione, che si va ingrossando di nuovi associati e di nuovo entusiasmo, percorso fatto già di nuovi progetti in cantiere: fra questi, il più importante è sicuramente quello sulla ricostruzione dell&#8217;eccidio nazi-fascista di Civitella e San Pancrazio, per il quale la Stwc Cinema sarà affiancata da veri professionisti del settore e si misurerà con un progetto in scala europea.</p>
<p style="text-align:justify;">Intanto, ci sono già inviti per replicare la proiezione del film. Si partirà, nelle prossime settimane, da Lucignano e Castiglion Fiorentino.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilmestieredileggere.wordpress.com/934/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilmestieredileggere.wordpress.com/934/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilmestieredileggere.wordpress.com/934/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilmestieredileggere.wordpress.com/934/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilmestieredileggere.wordpress.com/934/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilmestieredileggere.wordpress.com/934/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilmestieredileggere.wordpress.com/934/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilmestieredileggere.wordpress.com/934/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilmestieredileggere.wordpress.com/934/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilmestieredileggere.wordpress.com/934/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilmestieredileggere.wordpress.com/934/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilmestieredileggere.wordpress.com/934/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilmestieredileggere.wordpress.com/934/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilmestieredileggere.wordpress.com/934/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmestieredileggere.wordpress.com&amp;blog=1484902&amp;post=934&amp;subd=ilmestieredileggere&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Scott Wilson 2 - Il nuovo giorno.avi_snapshot_01.43.09_[2011.04.18_22.58.11]</media:title>
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		<title>“La magia di Emma”</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 18:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
				<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmestieredileggere.wordpress.com&amp;blog=1484902&amp;post=931&amp;subd=ilmestieredileggere&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilmestieredileggere.files.wordpress.com/2011/04/bucine.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-932" title="bucine" src="http://ilmestieredileggere.files.wordpress.com/2011/04/bucine.jpg?w=540&#038;h=738" alt="" width="540" height="738" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilmestieredileggere.wordpress.com/931/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilmestieredileggere.wordpress.com/931/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilmestieredileggere.wordpress.com/931/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilmestieredileggere.wordpress.com/931/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilmestieredileggere.wordpress.com/931/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilmestieredileggere.wordpress.com/931/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilmestieredileggere.wordpress.com/931/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilmestieredileggere.wordpress.com/931/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilmestieredileggere.wordpress.com/931/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilmestieredileggere.wordpress.com/931/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilmestieredileggere.wordpress.com/931/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilmestieredileggere.wordpress.com/931/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilmestieredileggere.wordpress.com/931/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilmestieredileggere.wordpress.com/931/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmestieredileggere.wordpress.com&amp;blog=1484902&amp;post=931&amp;subd=ilmestieredileggere&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Siamo tutte&#8230; piccole api furibonde ?</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 07:50:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[Alda Merini]]></category>
		<category><![CDATA[carla nassini]]></category>
		<category><![CDATA[edison bookstore]]></category>
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		<description><![CDATA[Franca Corradini e Carla Nassini presentano il libro di Roberta Alunni “Alda Merini: L’«Io» in Scena” edito da Società Editrice Fiorentina. Alda Merini è come «l’araba fenice» che risorge dalle proprie ceneri, «sventata agnella» di un tempo quanto mai difficile da interpretare. Talento precoce, donna appassionata, ha vissuto la scrittura come fosse «una questione di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmestieredileggere.wordpress.com&amp;blog=1484902&amp;post=924&amp;subd=ilmestieredileggere&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter" src="http://ilmestieredileggere.files.wordpress.com/2010/11/n55-g.jpg?w=223&#038;h=480&#038;h=336" alt="" width="223" height="336" />Franca  Corradini e Carla Nassini presentano il libro di Roberta Alunni “Alda  Merini: L’«Io» in Scena” edito da Società Editrice Fiorentina.</p>
<p style="text-align:justify;">Alda  Merini è come «l’araba fenice» che risorge dalle proprie ceneri,  «sventata agnella» di un tempo quanto mai difficile da interpretare.  Talento precoce, donna appassionata, ha vissuto la scrittura come fosse  «una questione di vita o di morte», in grado di salvare o relegare alla  perdizione&#8230;.  Eppure se la biografia si sovrappone quasi sempre alla letteratura, mai  scalfisce la tensione del verso che sperimenta continuamente nuovi  registri: evocativo-mistico quello delle prime liriche, colloquiale e  ironico quello dei testi più recenti.</p>
<p style="text-align:justify;">“Alda Merini: L’«Io» in  Scena” è una monografia che, ripercorrendo la storia umana e artistica  del poeta, tenta di individuare il sostrato culturale in cui si è  formata la scrittrice, i modelli di riferimento, le corrispondenze e i  luoghi ricorrenti di una poesia che, improvvisamente, si concentra su un  unico punto oscuro. L’intento è quello di aprire il «mondo-Merini» a  una lettura quanto più possibile completa, renderne l’immagine di una  esperienza unica, solitaria e assoluta:</p>
<p style="text-align:justify;">Dalla solita sponda del mattino<br />
io mi guadagno palmo a palmo il giorno:<br />
il giorno dalle acque così grigie,<br />
dall’espressione assente.<br />
Il giorno io lo guadagno con fatica<br />
tra le due sponde che non si risolvono,<br />
insoluta io stessa per la vita…</p>
<p style="text-align:justify;">Durante l’incontro verranno lette poesie di Alda Merini.</p>
<p style="text-align:justify;">Roberta  Alunni, nata a Umbertide nel 1977, vive in Toscana. Laureata in Lettere  all’Università di Firenze, lavora nell’editoria come redattore e  collabora con alcune riviste on line. Questo è il suo primo libro.</p>
<p style="text-align:justify;">Franca Corradini è l’ideatrice del blog “Il Mestiere di Leggere”.</p>
<p style="text-align:justify;">Carla  Nassini è docente ordinario di Storia e Letteratura italiana nel Liceo  Artistico Piero della Francesca di Arezzo. Si è occupata in particolare  di questioni relative alla condizione della donna nella società  contemporanea, ricostruendola anche attraverso lo studio della  fotografia. È membro della Società Italiana per lo Studio della  Fotografia.</p>
<p style="text-align:justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.edisonarezzo.it/index.php?page=20&amp;idn=229" target="_blank">http://www.edisonarezzo.it/index.php?page=20&amp;idn=229</a></p>
<p style="text-align:justify;">Edison BookStore<br />
Piazza Risorgimento 31 (angolo Via Verdi) &#8211; 52100 Arezzo<br />
Tel: 0575/299352 &#8211; Fax: 0575/259283</p>
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	</item>
		<item>
		<title>LA PIRANDELLIANA STORIA DELLE CENERI DI PIRANDELLO</title>
		<link>http://ilmestieredileggere.wordpress.com/2011/02/28/910/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 14:23:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filcusum</dc:creator>
				<category><![CDATA[ceneri]]></category>
		<category><![CDATA[Girgenti]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Pirandello]]></category>
		<category><![CDATA[Onofrio Pirrotta]]></category>

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		<description><![CDATA[Pirandello caricaturato da Levine Quando il 10 dicembre del 1936 morì, i figli trovarono mezzo foglietto di carta spiegazzato in cui Luigi Pirandello aveva scritto : « I. Sia lasciata passare in silenzio la mia morte. Agli amici, ai nemici preghiera non che di parlarne sui giornali, ma di non farne pur cenno. Né annunzi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmestieredileggere.wordpress.com&amp;blog=1484902&amp;post=910&amp;subd=ilmestieredileggere&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div><img class="aligncenter" src="http://a7.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash1/180623_1575387109406_1377431963_31239996_7663463_n.jpg" alt="" /></div>
<div>Pirandello caricaturato da Levine</div>
</div>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quando  il 10 dicembre del 1936 morì, i figli trovarono mezzo foglietto di  carta spiegazzato in cui Luigi Pirandello aveva scritto :</strong> « I<em>.  Sia lasciata passare in silenzio la mia morte. Agli amici, ai nemici  preghiera non che di parlarne sui giornali, ma di non farne pur cenno.  Né annunzi né partecipazioni. II. Morto, non mi si vesta. Mi s&#8217;avvolga,  nudo, in un lenzuolo. E niente fiori sul letto e nessun cero acceso.  III. Carro d&#8217;infima classe, quello dei poveri. Nudo. E nessuno  m&#8217;accompagni, né parenti, né amici. Il carro, il cavallo, il cocchiere e  basta. IV. Bruciatemi. E il mio corpo appena arso, sia lasciato  disperdere; perché niente, neppure la cenere, vorrei avanzasse di me. Ma  se questo non si può fare sia l&#8217;urna cineraria portata in Sicilia e  murata in qualche rozza pietra nella campagna di Girgenti, dove nacqui</em> ».</p>
<div>
<div><img class="aligncenter" src="http://a2.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/183829_1575388109431_1377431963_31239998_6416914_n.jpg" alt="" width="504" height="288" /></div>
<div>L&#8217;ingresso del Verano</div>
</div>
<p style="text-align:justify;"><strong>I  punti uno, due e tre furono eseguiti a puntino, con grande scorno del  regime- si dice dello stesso Mussolini- che avrebbe voluto fare un gran  funerale fascista in pompa magna. Prima di rispettare le volontà  espresse nel quarto punto, invece, trascorsero decenni e peripezie, e  avventure e traversie  degne proprio della penna di Pirandello. Ma  procediamo con ordine.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>IL  PRIMO FUNERALE- Due giorni dopo la sua morte un carro d’infima classe   portò una cassa d’infima classe al forno crematorio . Ma nessuno se la  sentì di assecondare il suo desiderio di spargere al vento le ceneri,  pratica a quei tempi inaudita prima ancora che illegale e avversata  dalla Chiesa. Le ceneri furono allora raccolte in un’urna e portate al  cimitero romano del Verano, dove rimasero per undici anni</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<div style="text-align:justify;">
<div><strong><img class="aligncenter" src="http://a2.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/181980_1575389069455_1377431963_31240001_7812067_n.jpg" alt="" width="245" height="284" /></strong></div>
<div style="text-align:center;"><strong>Un vaso greco del V secolo a.c.</strong></div>
</div>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>IL  SECONDO FUNERALE- A guerra finita, nel 1947, il sindaco DC di Girgenti,  nel frattempo divenuta Agrigento, Lauricella, rivendicò per la sua  città l’onore di dare sepoltura ed esequie cristiane e solenni alle  ceneri dell’illustre concittadino. Si rivolse niente di meno che al  democristiano presidente del consiglio dell’epoca , Alcide De Gasperi,  che – malgrado le notevoli difficoltà che in cui versavano ancora i  trasporti &#8211; procurò un aereo militare americano per il trasferimento da  Roma ad Agrigento. Ad accompagnare i resti del grande drammaturgo fu  incaricato il prof. Gaspare Ambrosini, noto pirandelliano e  pirandellologo e futuro presidente della prima Corte Costituzionale.  Sistemate le ceneri in un prezioso vaso greco del V secolo avanti Cristo  e imballatolo ben  bene, a prova d’urti, in una cassa di legno, l’aereo  era pronto a partire quando una decina di persone- tutti siciliani- si  avvicinarono all’aereo poco prima del decollo chiedendo di poter  usufruire di un passaggio. Il professore, conscio dei gravi problemi di  spostamento di quei tempi parlamentò coi piloti dell’ Air Force e ne  ottenne il consenso. </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<div style="text-align:justify;">
<div><strong><img class="aligncenter" src="http://a1.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/185809_1575396989653_1377431963_31240026_3963992_n.jpg" alt="" width="200" height="294" /></strong></div>
<div style="text-align:center;"><strong>Gaspare Ambrosini</strong></div>
</div>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Mentre  si sistemavano , qualcuno chiese ad Ambrosini cosa contenesse quella   cassa così ben imbracata, e avutane la spiegazione disse: “Pirandello,  quello che aveva chiesto che le sue ceneri  fossero disperse al vento?  Non è che il destino ha stabilito di accontentarlo proprio oggi…..” Calò  un silenzio spettrale, mentre i  passeggeri si guardavano l’un con  l’altro,e sotto i sedili alzavano l’indice e il mignolo di una mano. Poi  , appena le eliche cominciarono a girare, uno di loro chiese di  scendere. Ambrosini parlò con i piloti, questi sospesero la procedura di  decollo e il passeggero scese. Inutile dire che uno dietro l’altro lo  seguirono anche gli altri nove. A questo punto i piloti si  insospettirono e chiesero al professore spiegazioni. Questi le diede,  ripetendo più volte la parola <em>superstitions</em>, che i due piloti  ripetevano come una eco, scambiandosi occhiate d’intesa. Fu così che i  due,  di cui si sospetta avessero antenati siciliani , o napoletani,  accampando varie scuse, si rifiutarono di partire. </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<div style="text-align:justify;">
<div><strong><img class="aligncenter" src="http://a5.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/182070_1575391349512_1377431963_31240007_4778843_n.jpg" alt="" width="504" height="345" /></strong></div>
<div><strong>Un aereo da trasporto USAF della II guerra mondiale</strong></div>
</div>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;">Al  prof Ambrosini, accompagnato dalla sua inseparabile cassa, non restò  che salire su un  treno: lo aspettava un giorno intero di viaggio. Tutto  sarebbe filato liscio se , svegliatosi da un breve sonno, non si fosse  accorto che la cassa era sparita. La cercò vagone per vagone e  finalmente la trovò in mezzo a quattro individui che l’avevano  utilizzato come tavolo per giocare a carte. Ignari, ovviamente, di fare  una partita “col morto”, e che morto:  un premio Nobel. Comunqe sia la  recuperò. Arrivata finalmente ad Agrigento, l’Odissea della cassa non  era ancora finita. Il vescovo della città Giovan Battista Peruzzo si  rifiutava di dare la benedizione ad un vaso greco. Niente benedizione ,  niente funerali solenni: tutto l’organizzazione politico-propagandistica  DC messa in piedi dal sindaco se ne andava in fumo. All’ultimo momento,  quando la rinuncia ai funerali sembrava inevitabile, il vescovo si  convinse a promettere la benedizione se la cassa con le ceneri fosse  stata ospitata in una bara cristiana. Ma i cassamortari di Agrigento non  avevano bare pronte; ci si dovette accontentare di una piccola bara  bianca , di quelle per bambini. Ma lì la cassa non entrava. Allora fu  necessario estrarre il vaso e assicurarlo per bene dentro la piccola  bara. E fu così che finalmente Luigi Pirandello ebbe il suo secondo  funerale. In pompa magna, come non avrebbe mai voluto.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<div style="text-align:justify;">
<div><strong><img class="aligncenter" src="http://a6.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/183020_1575394789598_1377431963_31240017_4448484_n.jpg" alt="" width="268" height="258" /></strong></div>
<div><strong>Una caricatura di Pericoli</strong></div>
</div>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>IL  TERZO FUNERALE. Il vaso greco e le sue ceneri vennero conservati nella  casa natale di Pirandello, in attesa che il progettato monumento funebre  a lui dedicato fosse realizzato in località Caos, proprio sotto il  famoso pino al quale il drammaturgo era tanto affezionato  Ma si sa come  vanno le cose in Italia, l’opera fu pronta solo quindici anni dopo, nel  1962. E fu così che le ceneri di Pirandello ebbero la loro definitiva  sistemazione e il loro terzo funerale. Presenti autorità civili e  religiose, e personalità della cultura del calibro di Salvatore  Quasimodo e Leonardo Sciascia, un cilindro d’alluminio dove erano state  travasate le ceneri fu prima benedetto e poi murato dentro il monumento .</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<div style="text-align:justify;">
<div><strong><img class="aligncenter" src="http://a8.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/185937_1575402229784_1377431963_31240056_6623401_n.jpg" alt="" width="504" height="378" /></strong></div>
<div><strong>Il monumento funebre di Pirandello</strong></div>
</div>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>EPILOGO.  Ma non è finita. Si racconta che l’incaricato del travaso, un impiegato  del comune conosciuto come il dott Zirretta, dovette sudare le sette  camice per portare a termine l’operazione. Dopo tanti anni, ventisei per  l’esattezza, le ceneri si erano calcificate all’interno del vaso.  Armatosi di scalpello, Zirretta, aiutato da un paio di assistenti, le  ridusse nuovamente in polvere e le versò nel contenitore di metallo. Ma  il contenitore era troppo piccolo. Ne avanzava un discreta quantità. Che  fare? Deve essersi accesa una lampadina nella mente dell’impiegato del  comune agrigentino. Una lampadina luminosa, brillante. Prese le ceneri  rimaste, le versò in un giornale e  si diresse verso un dirupo, lì  vicino, che dava sul mare. Ma non fece in tempo ad arrivarci: una folata  di vento si portò via le ceneri. E fu così che le ultime volontà di  Pirandello &#8211;  <em>il mio corpo appena arso, sia lasciato disperdere</em>-furono (almeno in parte) rispettate.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<div style="text-align:justify;">
<div><strong><img class="aligncenter" src="http://a2.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash1/182267_1575403869825_1377431963_31240060_5898493_n.jpg" alt="" width="504" height="378" /></strong></div>
<div><strong>Il museo archeologico S. Nicola di Agrigento</strong></div>
</div>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;">Tutto  è bene quel che finisce bene, direte voi. E invece non è ancora finita.  Perché nel 1994 si scoprì che il famoso vaso greco del V secolo,  conservato nel museo  S.Nicola di Agrigento, conteneva ancora un po’ di  ceneri di Pirandello. Evidentemente lo scalpello del dott Zirretta non  aveva funzionato sino in fondo. Si decise allora di sottoporre<em> i resti dei resti</em> di don Luigi all’esame del DNA. E ,sorpresa, si scoprì che solo una  piccola parte di quelle ceneri appartenevano al Maestro. Il rimanente,  la maggior parte cioè,  ad altri corpi, non identificabili, che  evidentemente erano state cremati nel lontano 1936 insieme a lui</p>
<p style="text-align:justify;">Confortati dalla scienza possiamo oggi  dire, pirandellianamente, che  quelle ceneri sono e non sono di Pirandello. E che nell’urna di metallo  interrata al Caos, insieme a Pirandello ci sono tante altre persone  sconosciute, dei signori nessuno. Come dire <em>Uno, nessuno e centomila</em> .</p>
<div style="text-align:justify;">
<div><img class="aligncenter" src="http://a6.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/182791_1575405109856_1377431963_31240062_7575370_n.jpg" alt="" width="378" height="504" /></div>
<div style="text-align:center;">La macchina da scrivere da cui Pirandello non si separava mai.</div>
</div>
<address> </address>
<address> </address>
<address><span style="color:#3366ff;"><em><strong> ONOFRIO PIRROTTA.</strong></em></span></address>
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		<title>Sono le news, bellezza!</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 08:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filcusum</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Cusumano]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[grazia gaspari]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[michele mezza]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[sono le news bellezza]]></category>

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		<description><![CDATA[In che modo sta cambiando il modo di costruire l&#8217;informazione? Una volta l&#8217;informazione era il prodotto di un solo artefice. Il giornalista andava a cercare la notizia, la riportava su un giornale e quel giornale diventava il mezzo di divulgazione di quella informazione. Niente filtrava di quella notizia, se non in ambiti estremamente circoscritti prima [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmestieredileggere.wordpress.com&amp;blog=1484902&amp;post=884&amp;subd=ilmestieredileggere&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://ilmestieredileggere.files.wordpress.com/2011/02/sono-le-news-bellezza.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-889" title="sono le news bellezza" src="http://ilmestieredileggere.files.wordpress.com/2011/02/sono-le-news-bellezza.jpg?w=540" alt=""   /></a>In che modo sta cambiando il modo di costruire l&#8217;informazione?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Una volta l&#8217;informazione <strong>era il prodotto di un solo artefice. Il giornalista andava a cercare la notizia</strong>, la riportava su un giornale e quel giornale diventava il mezzo di divulgazione di quella informazione.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Niente filtrava</strong> di quella notizia, se non in ambiti estremamente circoscritti <strong>prima dell&#8217;intervento del giornalista</strong>, che era di fatto &#8220;scopritore&#8221; e &#8220;diffusore&#8221; dell&#8217;evento che solo grazie a lui e al suo intervento diventava di dominio pubblico.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La televisione non aveva cambiato questo aspetto</strong> della catena di distribuzione delle news.</p>
<p style="text-align:justify;">Il <strong>&#8220;demiurgo&#8221;</strong>, lo scopritore di notizie era sempre il giornalista:  semplicemente il  mezzo televisivo era enormemente più potente e pervasivo di quello  cartaceo e aveva a sua disposizione la forza delle immagini filmate.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi è evidente che <strong>la catena di produzione delle informazioni è radicalmente cambiata</strong> rispetto all&#8217;epoca, ancora a noi così vicina nel tempo, del giornalista &#8220;demiurgo&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Ce lo dice con grande incisività e chiarezza l&#8217;ultimo libro di Michele Mezza<strong> “Sono  le news, bellezza! Vincitori e vinti nella guerra della velocità  digitale” ( Donzelli editore) </strong></p>
<p><a href="http://ilmestieredileggere.files.wordpress.com/2011/02/mezza.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-888" title="mezza" src="http://ilmestieredileggere.files.wordpress.com/2011/02/mezza.jpg?w=540" alt=""   /></a></p>
<p style="text-align:justify;">“<strong>Siamo all’inizio di un processo di liberalizzazione dell’individuo</strong>- ci dice l&#8217;autore, eminente giornalista e docente di Scienza della comunicazione all’università di Perugia e di Roma- <strong>di  ogni individuo, che ci porterà a riconfigurare ruoli e figure sociali . A  cominciare dagli intellettuali, che non a caso, sono i più scettici”. </strong></p>
<p style="text-align:justify;">La rete, lo puntualizza già <strong>Derrick De Kerckhove </strong> nella prefazione, è diventata in brevissimo tempo<strong> il luogo in cui si costruisce</strong> grandissima parte dell&#8217;informazione.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La fabbrica e non solo la piattaforma di  distribuzione.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Ci sono stati anni, lo ricordiamo tutti, in cui Internet sembrava un&#8217;opportunità per pochi, uno strumento per professionisti, per iniziati.</p>
<p style="text-align:justify;">Ve la ricordate l&#8217;epoca della cosidetta <strong>bolla specutiva legata alla new economy?</strong> Stiamo parlando di appena una decina di anni fa&#8230;.</p>
<p style="text-align:justify;">Era l&#8217;epoca in cui bastava avere la notizia che un&#8217;azienda aveva creato un suo sito, magari anche un semplicissimo  accesso informatico, per vederne schizzare alle stelle il titolo.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Poi quella bolla si e&#8217; sgonfiata </strong>anche perchè ci si e&#8217; resi conto che quel modo di lavorare non solo era &#8220;necessario&#8221; per tutti gli addetti ai lavori, ma era anche semplice e alla portata di tutti.</p>
<p style="text-align:justify;">Chi di noi in quegli anni, sentendo un amico o un vicino vantarsi di avere un blog, non pensavamo a lui come ad uno &#8220;smanettone&#8221;, ad una persona cioè dotata di grandissime tecnicalità lontanissime dalla nostra portata?</p>
<p style="text-align:justify;">Salvo poi scoprire, una volta entrati in punta di piedi in quel mondo, che aprire un blog è cosa semplicissima e alla portata di tutti.</p>
<p style="text-align:justify;">Piano piano <strong>quei siti e quei blog</strong>,  nati come sede di distribuzione e di commento delle notizie acquisite dal giornalista demiurgo sono diventati, però,<strong> fabbrica di notizie a loro volta</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma la rete in brevissimo tempo<strong> da vetrina di esposizione delle news e&#8217; diventata fabbrica</strong>, il luogo in cui quelle news vengono &#8220;prodotte&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">E il <strong>grande comunicatore di massa</strong>, il giornalista della carta stampata e della tv, che conserva- chissà ancora per quanto- il privilegio di disporre dei mezzi più potenti- da scopritore della notizia è diventato prevalentemente <strong>&#8220;selezionatore&#8221; delle notizie &#8220;scoperte&#8221; o lanciate da altri.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E&#8217; il tramonto del giornalismo?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">No, è semplicemente una mutazione genetica.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Un cambio di passo necessario</strong> per chi fa questo mestiere.</p>
<p style="text-align:justify;">Maneggiare le teconologie informatiche diventa una necessità, lo strumento principe,  non più una semplice  opzione.</p>
<p style="text-align:justify;">Quello che una volta si definiva il <strong>fiuto giornalistico</strong>, cioè la capacita&#8217; di scoprire la notizia, adesso è diventata la capacità di pescare nel mare magnum della rete, con il compito non facile di distinguere, nel mare magnum della rete, le notizie vere dalle bufale.</p>
<p style="text-align:justify;">Senza dimenticare che anche una bufala, quando sono in molti a crederci perchè ben costruita  e ben distribuita attraverso la rete, può diventare una notizia&#8230;.</p>
<p style="text-align:justify;">Chiudo citando un passo di un&#8217;intervista fatta da <strong>Grazia Gaspari</strong> a Michele Mezza per il giornale on line <strong>AGORAVOX</strong>:</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em>Michele, un&#8217;idea di fondo gira, appunto, per questo libro:  la rete non è una vetrina, ma una fabbrica, e chi non lo capisce la  subisce e non la sfrutta nelle sue vere potenzialità. Cosa comporta  praticamente? </em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em><a href="http://ilmestieredileggere.files.wordpress.com/2011/02/cairo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-893" title="cairo" src="http://ilmestieredileggere.files.wordpress.com/2011/02/cairo.jpg?w=300&#038;h=243" alt="" width="300" height="243" /></a>In politica, ad esempio, molto. Proprio in questi giorni abbiamo  sotto i nostri occhi una straordinaria storia della rete: la rivoluzione  egiziana. Al Cairo, come a Tunisi, si è visto che la rete non è solo un  megafono, ma è opratutto un soggetto sociale, un luogo che forma  identità e bisogni. In piazza e&#8217; scesa la “gioventù connessa” egiziana  che rivendicava spazi alle proprie ambizioni.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>La stessa cosa vale per la grande manifestazione della donne di  domenica scorsa &#8220;Se non ora quando?&#8221;, una manifestazione sostanzialmente  preparata e sbocciata in rete. Nessun giornale o tv ne aveva parlato,  nessuna agenzia di stampa. Eppure un milione di persone sono scese in  piazza in tutta Italia. Non solo, decine e decine di manifestazioni si  sono svolte in tutto il mondo&#8230; Tokio compresa.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>FILIPPO CUSUMANO</strong><br />
</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilmestieredileggere.wordpress.com/884/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilmestieredileggere.wordpress.com/884/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilmestieredileggere.wordpress.com/884/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilmestieredileggere.wordpress.com/884/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilmestieredileggere.wordpress.com/884/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilmestieredileggere.wordpress.com/884/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilmestieredileggere.wordpress.com/884/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilmestieredileggere.wordpress.com/884/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilmestieredileggere.wordpress.com/884/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilmestieredileggere.wordpress.com/884/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilmestieredileggere.wordpress.com/884/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilmestieredileggere.wordpress.com/884/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilmestieredileggere.wordpress.com/884/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilmestieredileggere.wordpress.com/884/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmestieredileggere.wordpress.com&amp;blog=1484902&amp;post=884&amp;subd=ilmestieredileggere&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>“L’isola nomade”</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 09:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[L’isola amata da Elsa Morante raccontata dai grandi scrittori del ‘900 Procida, astro del Mediterraneo Presentazione de “L’isola nomade”, un libro a cura di Tjuna Notarbartolo con prefazione di Dacia Maraini – venerdì 10 dicembre presso la libreria Treves Napoli &#8211; Venerdì 10 dicembre alle ore 18,00, presso la libreria Treves a piazza Plebiscito, presentazione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmestieredileggere.wordpress.com&amp;blog=1484902&amp;post=875&amp;subd=ilmestieredileggere&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://laconoscenzarendeliberi.files.wordpress.com/2010/12/invitotreves10dic.jpg"><img class="aligncenter" title="invitotreves10dic copia" src="http://laconoscenzarendeliberi.files.wordpress.com/2010/12/invitotreves10dic.jpg?w=480&#038;h=320" alt="" width="480" height="320" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">L’isola amata da Elsa Morante raccontata dai grandi scrittori del ‘900</p>
<p style="text-align:justify;">Procida, astro del Mediterraneo</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Presentazione  de “L’isola nomade”, un libro a cura di Tjuna Notarbartolo con  prefazione di Dacia Maraini – venerdì 10 dicembre presso la libreria  Treves</strong></p>
<p>Napoli  &#8211; Venerdì 10 dicembre alle ore 18,00, presso la libreria Treves a  piazza Plebiscito, presentazione de &#8221;l&#8217;isola nomade&#8221; (adm libri), con  Tjuna Notarbartolo, Enzo Colimoro, Patrizia Rinaldi, Antonio Carannante.  Coordina Antonella Del Giudice, saluta il sindaco Vincenzo Capezzuto,  legge Gerardo Vozza.<br />
La  giovane sigla editoriale ADM pubblica un libro che racconta storie,  luoghi, atmosfere della più piccola e suggestiva delle isole del golfo  di Napoli: Procida.</p>
<p style="text-align:justify;">Dodici  grandi autori, con una prefazione di Dacia Maraini, a cura di Tjuna  Notarbartolo, nella collana “Astri del Mediterraneo” diretta da Enzo  Colimoro: “i nostri astri sono tutti i luoghi che si affacciano sul  Mediterraneo, ad ognuno cercheremo di dedicare un libro, nell’ottica  degli scambi culturali, anche in vista di grandi eventi come, ad  esempio, il Forum delle Culture 2013, in programma a Napoli”. Stili  differenti, voci variegate, autonome ed unite da un accordo segreto,  quello dell’armonia creata dall’unica protagonista: quell’isola di  Arturo, ridente ed amena, che non ha mai smesso di affascinare scrittori  e lettori, d’ogni tempo, d’ogni luogo. Il titolo del volume è “L’isola  nomade, racconti per Procida” e contiene scritti di Maria Attanasio,  Enzo Colimoro, Piera Degli Esposti, Raffaele La Capria, Luciano Ligabue,  Dacia Maraini, Antonio Carannante, Michele Mari, Piero Meldini, Alberto  Mario Moriconi, Tjuna Notarbartolo, Toti Scialoja.</p>
<p>Scritti preziosi, attimi in cui la vita s’intreccia con la letteratura, esperienze che si fanno storia.</p>
<p style="text-align:justify;">Non  c’è turista, che si fermi sull’isola o la incroci di passaggio che non  cerchi di conoscere qualcosa in più, di quel luogo così diverso da tutto  il resto. E spesso, questo qualcosa in più, è racchiuso in un libro, in  poche parole, scritte da chi sull’isola ci è capitato, anche solo di  passaggio o che l’ha conosciuta profondamente.</p>
<p style="text-align:justify;">“Procida  merita di essere cantata dai grandi nomi della letteratura, voci  d’eccellenza che celebrano  l’anima della nostra isola” dichiara il  Sindaco Vincenzo Capezzuto, che ha patrocinato il libro. Il volume,  nell’ambito di un’operazione culturale che intreccia turismo, stimolo  creativo ed etica d’impresa, ha il supporto della Confcredito, il  prestigioso confidi campano che, come sottolinea Il Direttore Generale  Vittorio Iodice, “punta ad una crescita ed innovazione sul territorio e  del territorio. E lo sviluppo non può non passare anche attraverso una  crescita culturale”.</p>
<p style="text-align:justify;">“<strong>L’isola nomade” a cura di Tjuna Notarbartolo</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Editore ADM Libri , pagg. 150, euro 15,00</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilmestieredileggere.wordpress.com/875/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilmestieredileggere.wordpress.com/875/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilmestieredileggere.wordpress.com/875/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilmestieredileggere.wordpress.com/875/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilmestieredileggere.wordpress.com/875/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilmestieredileggere.wordpress.com/875/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilmestieredileggere.wordpress.com/875/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilmestieredileggere.wordpress.com/875/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilmestieredileggere.wordpress.com/875/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilmestieredileggere.wordpress.com/875/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilmestieredileggere.wordpress.com/875/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilmestieredileggere.wordpress.com/875/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilmestieredileggere.wordpress.com/875/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilmestieredileggere.wordpress.com/875/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmestieredileggere.wordpress.com&amp;blog=1484902&amp;post=875&amp;subd=ilmestieredileggere&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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