Proust: La Recherche sdogana lo snobismo

Prous

Cosa sarebbe La Recherche se Marcel Proust, invece di appartenere ad una famiglia altoborghese, fosse stato allevato da un impiegato del catasto o da un carrettiere?

La sua grandezza sta sicuramente in un talento che ha pochi uguali nella storia della letteratura, ma il suo fascino è solo per metà legato alla sua capacità di scrittura, l’altra metà arriva dall’ambiente che ha frequentato per tutta la vita.

La Recherche cos’è se non la sublimazione – oggi si direbbe lo sdoganamento- dello snobismo?

Leggendo quelle pagine, è impossibile non condividere l’emozione del Narratore al suo primo incontro con la Duchessa di Guermantes o con il Barone di Charlus.

Anche a noi, come a lui e grazie a lui, quei personaggi, appaiono quasi esseri mitologici, creature venute in terra a miracol mostrare.

L’appostarsi del Narratore nei pressi del Palazzo della Duchessa, per avere l’occasione di incontrarla, è come l’appostarsi dei fan vicino all’uscita di un teatro per sorprendere un personaggio dello spettacolo o quello dei curiosi che si recano di buon ora in tribunale per vedere i protagonisti di un fatto di cronaca.

Mai nessun fanatico di qualche grande attrice che […] vada a “far la posta” all’uscita degli artisti, mai folla esasperata o idolatra raccoltasi per ingiuriare o portare in trionfo il criminale o il grand’uomo […] furono mai così commossi come ero io, nell’attesa dell’uscita di quella gran dama, la quale, nella sua semplice toilette, e con la grazia del suo incedere (così differente dal passo che aveva quando entrava in un salotto o in un palco), sapeva fare della sua passeggiata mattutina tutto un poema d’eleganza e l’ornamento più squisito, il fiore più curioso della bella stagione.” (“I Guermantes”)

Anche noi, come il Narratore e grazie a lui, scopriamo poco alla volta le piccole meschinità o i grandi vizi nascosti dietro quelle apparenze scintillanti.

Con il cuore in gola e trattenendo il fiato capita anche a noi, come a lui, di spiare l’amplesso del barone di Charlus con Jupien, restando poi colpiti dalla insensibilità del barone che umilia la devozione del suo amante chiedendo proprio a lui informazioni sui più bei giovanotti del quartiere.

-Non sapete nulla del venditore di castagne qui all’angolo, non quello a sinistra, è un orrore, ma a destra, un ragazzone bruno bruno? E il farmacista qui di fronte ha un ciclista molto carino che porta a casa le medicine?-. Queste domande offesero senza dubbio Jupien, che drizzandosi col dispetto di una grande amorosa tradita rispose: – Vedo che avete un cuore di carciofo-.” ( “Sodoma e Gomorra”)

Cosa c’è di più emozionante che entrare nel mondo di questi semidei affascinanti e misteriosi e scoprire poco alla volta che sono persone normali?

Quale avventura letteraria può essere più intrigante di questa?

Proust era uno scrittore straordinario, nessuno ha avuto e forse avrà mai le sue doti di intelligenza e di sensibilità, la sua prosa ricca senza essere barocca, la sua capacità di analisi.

Ma il segno che ha lasciato è immenso anche grazie a questa specie di Novella 2000 (di livello stratosferico) che ci ha lasciato.

Anche Truman Capote ha provato a scrivere, qualche anno prima di morire, un grande romanzo di gossip. Voleva raccontarci vizi, difetti e personaggi della jet society che lo considerava un suo beniamino da parecchi anni.

capote

E’ un libro singolarissimo e molto bello , si intitola Preghiere esaudite”.

Peccato che Capote non riuscì a completarlo : non appena uscito il primo volume, tutti i personaggi del gran mondo si riconobbero nei personaggi del romanzo e lo misero al bando.

Lui, che era, come Proust, un autentico snob, ne fece una malattia: non si capacitava che i suoi amici non fossero fieri del fatto di essere stati (impietosamente) messi a nudo da un grandissimo artista.

Filippo Cusumano

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7 comments

  1. Certo, passiamo a trovarti !
    Ti mettiamo anche nel nostro blogroll.
    In effetti sono mille volte meglio i libri e tuffarsi in una sana lettura….della politica….
    Sta a vedere che dovremo ringraziarli per questo !
    Ciao

  2. È quantomeno curioso dover leggere di contrapposizioni tra la lettura e la politica proprio a commento di un articolo su La Recherche.

    Che dire di Bloch e Saint-Loup, gli unici a difendere Dreyfus? E Odette, che sosterrebbe Dreyfus, ma è al suo debutto nei salotti, e le sembra più conveniente dare ragione ai nazionalisti? Il principe cerca di formarsi un opinione equilibrata, mentre il duca di Guermantes si fa convincere dell’innocenza di Dreyfus alle terme. Madame Verdurin sostiene Dreyfus allo stesso modo dei Balletti Russi. E le cene presso il Presidente della Repubblica? E le raccomandazioni richieste a Norpois? E Bloch, che diventerà Jacques du Rozier? E il problema del nazionalismo e dell’interventismo nel 1914, e le raccomandazioni per evitare il fronte? E Jupien, servile verso i baroni e i deputati?

    Il funzionamento della politica viene spiegato meglio da una tradizione letteraria che va da Lazarillo de Tormes a Tom Wolfe, piuttosto che da beppegrillo.it.

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